Lun 20 Giu 2016 - 3736 visite
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Risse e accoltellamenti in Gad. Modonesi: “È ora di dare il colpo di grazia”

L'assessore interviene dopo gli ultimi fatti di cronaca. Tagliani: "Mi aspetto condanne rigorose". Critico Spath (Fdi): "Serve l'esercito"

Aldo Modonesi

Aldo Modonesi

“L’ho scritto qualche giorno fa. Quando intensifichi gli sforzi come le Forze dell’Ordine e noi stiamo facendo, chi delinque, a qualsiasi latitudine reagisce da un lato provando a intimidire chi li contrasta e dall’altro provando violentemente a ridefinire gli equilibri territoriali“.

È la lettura che Aldo Modonesi, assessore comunale con delega alla Sicurezza urbana, dà, con un post su Facebook, degli ultimi avvenimenti violenti in zona Gad: l’aggressione alle vigilesse della Polizia municipale, i due accoltellamenti nel giro di 48 ore e la maxi rissa con spranghe, bastoni e bottiglie rotte di sabato sera.

“Avevo anche scritto che ci aspettavamo altre reazioni violente, visto che non avevamo assolutamente intenzione di mollare la presa. Sono stato facile profeta – scrive Modonesi -: anche oggi, anche ieri, così come è successo la scorsa settimana, i due gruppi di spacciatori nigeriani si sono sfidati e picchiati per il controllo di un territorio messo in discussioneE, come in tutte le battaglie, ora è arrivato il momento di provare a dare il colpo di grazia. Sono convinto che il questore, il prefetto, le forze dell’ordine che insieme alla Polizia municipale in queste ultime settimane hanno intensificato sforzi e presenze nel quartiere Giardino metteranno in campo tutte le risorse possibili per vincerla questa battaglia – conclude l’assessore -. E io, e noi saremo con loro”.

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Sulla rissa di sabato è intervenuto anche il sindaco Tiziano Tagliani, su Twitter, che scrive: “La rissa è reato perseguibile d’ufficio punibile fino a 5 anni di reclusione. Mi aspetto identificazioni, processo rapido, condanne rigorose”.

Intanto proseguono le indagini delle forze dell’ordine per capire quali dinamiche ristagnino sotto gli ultimi, gravi, episodi. Uno dei primi passi sarà quello di capire chi sono le persone coinvolte: da un po’ di tempo si è notata la presenza di soggetti non ‘ferraresi’, ovvero non richiedenti asilo in città o nella provincia ma provenienti da altre parti d’Italia. Si cerca di capire dove risiedono e chi li ospita in città, appurato ormai che né il Palaspecchi, né altre strutture abbandonate offrono loro un tetto sotto cui ripararsi.

Un aiuto non verrà certo dall’uomo accoltellato venerdì notte in via Porta Cantena: il 30 enne, richiedente asilo a Caltanissetta che era ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Cona con varie ferite, ha infatti firmato per le dimissioni, rifiutandosi di dire alcunché sull’accaduto.

Sugli accadimenti delle ultime ore interviene anche Paolo Spath, consigliere comunale di Fdi-An con una lunga nota (che trovate in versione integrale tra le Lettere). “Saranno richiedenti asilo anche i 50 soggetti protagonisti? – si chiede Spath -. Parto da questa domanda perché appare paradossale che i richiedenti una volta ospitati dal nostro paese, nelle varie città, diano luogo ad una serie di comportamenti, nessuno dei quali all’interno dei limiti della legalità e del vivere civile. Quanti di questi nigeriani coinvolti in questi episodi sono sul nostro territorio nell’ambito dei progetti di accoglienza tipo Sprar? Chi arricchiscono veramente se non le cooperative sociali? Perché è palese che una rissa da 50 persone non può arricchire nessuno, così come non possono farlo gli accoltellamenti. Penso che chi sia macchia di comportamenti criminogeni debba automaticamente perdere i privilegi acquisiti nell’ambito dei progetti di accoglienza, e anche lo status di richiedente asilo”.

Spath critica anche i capi della comunità nigeriana: “Lacunosa e grava è l’assenza del capo della comunità nigeriana a Ferrara, che non abbiamo mai sentito pronunciarsi apertamente contro le irregolari azioni commesse dai propri concittadini, non lo abbiamo mai sentito prenderne le distanze. Ci piacerebbe sentire la sua voce, accanto alla nostra, nella speranza che il silenzio non sia connivenza e tacito avvallo delle attività illecite”. Non manca l’attacco all’amministrazione comunale che dovrebbe “offrire un cambio di passo”  e “procedere ad una assunzione di responsabilità dichiarando la propria impossibilità, o la propria mancanza di volontà nel risolvere il problema di ordine pubblico e di convivenza. Situazione sorta a causa della propria fallimentare politica dell’accoglienza sfrenata e senza regole, che ha creato conflitto sociale ed etnico dove prima non c’era. Il sindaco Tagliani e la sua giunta prenda atto della grave situazione, si rechi dal prefetto e con lui concordi le azioni da intraprendere“.

Spath, infine, chiede l’intervento dell’esercito: “La rissa di via belvedere, e le altre dell’ultimo periodo, insieme agli accoltellamenti, si inseriscono in un quadro di controllo del territorio da parte di bande rivali per la gestione dello spaccio di droga, con un atteggiamento molto simile ad una logica di tipo mafioso. È palese che con strumenti ordinari non si può rispondere a fatti gravi e straordinari, occorre reagire con la massima fermezza e la massima efficacia“.

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