Cronaca
26 Gennaio 2016
Dondi e Parmeggiani sono imputati di omicidio colposo: secondo i pm non ci fu adeguamento alle norme antisismiche

Crolli Tecopress, rinviati a giudizio i responsabili dell’azienda

di Ruggero Veronese | 2 min

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tecopressRinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per il crollo dei capannoni Tecopress, durante il sisma del 20 maggio 2012 in cui perse la vita l’operaio Gerardo Cesaro. Questa la decisione del gup Monica Bighetti nei confronti di Enzo Dondi, titolare dell’azienda, e di Elena Parmeggiani, responsabile dei servizi di prevenzione dei rischi professionali. I due affronteranno la prima udienza il prossimo 12 luglio, nello stesso giorno in cui davanti al giudice compariranno anche Modesto Cavicchi, Dario Gagliandi e Antonio Proni, i tre tecnici imputati nell’ambito del primo stralcio dell’inchiesta. In quella sede il tribunale deciderà se unificare i due procedimenti o se portarli avanti attraverso udienze distinte.

In caso di unificazione, il primo processo dovrà ricominciare dal principio, ma non è esclusa la possibilità che questa eventualità si verifichi ugualmente: il giudice Amore (titolare del procedimento) sarà infatti trasferito a Roma per un incarico presso la Corte Costituzionale e il suo sostituto potrebbe quindi decidere di ‘resettare’ il processo (del resto era stata svolta solo un’udienza dibattimentale) ripartendo dalla fase istruttoria. Questo determinerebbe le condizioni ottimali per l’unificazione dei due procedimenti, ma per il momento, è giusto sottolineare, siamo nel campo delle ipotesi.

Inizialmente le indagini si sono concentrate sulle figure tecniche che si occuparono della costruzione del capannone: Gagliandi (progettista), Proni (direttore deilavori) e Cavicchi (collaudatore). Ma la procura, dopo aver chiesto in un primo momento l’archiviazione, aveva avanzato istanza di un supplemento di indagini per chiarire anche le eventuali responsabilità in capo alla ditta di Dosso. Secondo la magistratura infatti la Tecopress dopo il 2005, quando l’Emilia Romagna fu inserita tra le zone a rischio sismico, avrebbe dovuto effettuare dei lavori di adeguamento sulle sue strutture.

È partita così l’inchiesta ‘bis’, incentrata su Dondi e Parmeggiani per i quali è stato ora ufficializzato il rinvio a giudizio. Il processo – o i processi – dovrà ora chiarire se le responsabilità penali del crollo siano da attribuire al progetto originale o al mancato adeguamento successivo. Secondo l’ingegner Comaschi, consulente della procura, a causare il cedimento della struttura fu il mancato aggancio tra travi e pilastri, che erano soltanto appoggiate le une alle altre senza sistemi di ancoraggio. Sarà quindi necessario stabilire sia se l’opera originale fosse in regola con le normative precedenti al 2003, sia cosa fu effettivamente fatto od omesso dalla ditta dopo il cambio di regolamento.

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