Dalla crisi di Carife al tema della sicurezza stradale, passando per la gestione dei flussi migratori e gli indici di qualità della vita. “Ci lasciamo volentieri alle spalle questo 2015”, afferma Tiziano Tagliani dopo aver ripercorso gli argomenti principali dell’anno. Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno il sindaco ha preso tutti in contropiede, anticipando le domande sui temi che hanno sollevato i dibattiti più spinosi.
A partire dal caso Carife, dove Tagliani non usa molta diplomazia verso il soggetto che più di ogni altro giudica responsabile dell’improvviso azzeramento di azioni e obbligazioni: Bankitalia. “C’è stata una stagione in cui gli amministratori della banca, parliamo della gestione Murolo, hanno creato problemi importanti facendo investimenti senza tutele per gli azionisti. Ma esiste un soggetto, chiamato Bankitalia, chiamato a garantire la sicurezza dei patrimoni, che avviò una fase di controllo che ha portato fino al commissariamento. Questa procedura si è conclusa con l’azzeramento del valore dei titoli: è un fallimento di Bankitalia”. Un giudizio talmente netto che il sindaco si schiera al fianco della Fondazione Carife nell’azione legale annunciata dal suo presidente: “Ho già comunicato a Riccardo Maiarelli che il primo a sottoscrivere la propria quota per un’eventuale causa sarà l’amministrazione di Ferrara”.
Altra questione salita alla ribalta nelle ultime settimane riguarda i recenti atti vandalici sugli speed check in diverse strade comunali: Tagliani in questo caso ‘striglia’ la stampa per i toni di alcuni articoli e commenti (“mi posso prendere tutti gli insulti, ma non va bene esaltare i demolitori degli speed check”) e invita la città a una riflessione sulla sicurezza stradale: “La comunità ci ha chiesto soluzioni e stiamo provvedendo in questo senso. Gli speed check non servono certo a far cassa con le multe, ma per la prevenzione: basta andare a controllare i bilanci per vedere che in questi anni gli incassi da sanzioni sono calati di 3-4 milioni di euro, Ma senza dimenticare il rispetto per le vittime sulla strada, bisogna fare anche un richiamo alle norme del codice e alla prudenza degli utenti: non devono essere le strade ad adeguarsi alla velocità delle auto, ma il contrario”.
Tra gli investimenti per la sicurezza anche le opere di manutenzione stradale, che secondo Tagliani sarebbero stati impossibili senza la manovra fiscale da 7,9 milioni varata in giugno. “Se oggi l’assessore Modonesi ha potuto riasfaltare 40 km di strade a doppio senso di marcia, è perchè abbiamo consentito ai lavori pubblici di disporre di quelle risorse”.
Si passa poi al tema dell’immigrazione, che si interseca con quello della riqualificazione delle zone degradate: “Siamo ormai prossimi alla nostra soglia limite, – sottolinea il sindaco -, ma il tema vero di cui dovremmo discutere è cosa succede dopo la prima accoglienza. La nostra parte, durante la fase di emergenza, l’abbiamo fatta, ma ora ci dobbiamo organizzare con strumenti e progetti per dare una prospettiva a queste persone”. Riguardo all’appalto a Camelot annullato dopo il richiamo dell’Anac, Tagliani afferma che “a Ferrara è uscita una campagna stampa dopo la nostra decisione di revocare l’assegnazione del servizio Sprar da 1,3 milioni di euro. A Bologna l’Anac ha inviato le stesse osservazioni per un appalto da 190 milioni di euro ma il sindaco ha proseguito per la sua strada senza che la stampa sollevasse un caso. Il clima verso questa amministrazione è molto duro”.
Altro terreno di scontro tra giunta ferrarese e stampa riguarda le recenti classifiche del Sole 24 Ore e di Italia Oggi sulla qualità della vita nelle città italiane, che vede Ferrara attorno alla 60°-65° posizione. “Prendo atto che a Ferrara si vive malissimo – attacca Tagliani -, ma vi invito ad alcune considerazioni che non vogliono essere scusanti: guardate a come sono costruite queste graduatorie, ad esempio per quanto riguarda i dati provinciali. Ad esempio capisco che Bolzano ha Comuni come Merano, Vipiteno o Brunico che non possono essere confrontati con Sant’Agostino o Bondeno, ma quelle classifiche non tengono conto della conflittualità tra chi parla in italiano e chi in tedesco”. Altro parametro che penalizza Ferrara è l’anzianità della popolazione: “È bastato sostituire un indice di giovinezza under 15 con quello di vecchiaia dell’Istat per farci perdere 500 punti, ma per me le persone sono rimaste le stesse”.
Il 2016 si apre poi con diverse incognite, tra cui il ‘destino’ del territorio ferrarese dopo l’abolizione delle Province e la creazione dei nuovi enti di ‘Area Vasta‘, dei quali non si conoscono ancora con precisione quali saranno caratteristiche e competenze. In questo clima di incertezza, Tagliani spiega che la priorità per la provincia estense sarà di “non rompere l’unità territoriale: non possiamo che condividere il turismo con la costa”. Quindi niente ‘spezzatino’ per Comacchio (attratto dall’area della Romagna): una delle ipotesi dell’amministrazione è quella di formare un’Area Vasta con Bologna e Modena. “L’ostacolo normativo è rappresentato dall’area metropolitana di Bologna: la legge regionale non pone vincoli in questo senso, ma dobbiamo costruire un’area vasta che regga alla modifica costituzionale”.
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