Venti posizioni in meno in un solo anno, nuovamente peggior provincia dell’Emilia Romagna. Ferrara esce con le ossa dalla classifica sulla qualità della vita stilata, come ogni anno, da Il Sole 24 Ore.
Tra il 2014 e i 2015 il nostro territorio è sceso dal 43° posto al 63°, ben lontano dalla peggiore delle restanti, Piacenza, che pur avendo perso 15 posizioni è comunque al posto numero 37. I risultati generali per le provincie emiliano-romagnole segnalano che il benessere è sceso un po’ ovunque in regione ma anche che, come sempre più spesso accade, il territorio ferrarese è quello che risente più di tutti del declino.
Ravenna, che lo scorso anno era in testa in un tutta la Penisola, perde il primato ma è comunque nella top 10 (decima), Bologna è al 12° posto, Parma al 13°, Modena al 14°, Rimini nella piazza numero 23, e Forlì-Cesena alla 25, Reggio Emilia subito dietro (26). Si stacca un po’, come già visto, Piacenza, ma tutte sono nella parte ‘buona’ della classifica, tra le prime 50 province per qualità della vita su 110 totali.
Solo Ferrara sta in basso, staccata, e – come già per la qualità dell’aria – con un cerchio rosso nelle infografiche del quotidiano di Condindustria che segnala come il valore finale dell’indice sulla qualità della vita sia sotto la media italiana. L’unica cosa che può in parte consolare è che i punteggi sono da classifica ‘corta’ e piccole variazioni al rialzo o al ribasso scombussolano le posizioni. Piacenza, la penultima in Regione ha 525 punti, Ferrara 493, in mezzo ci sono 26 posti. Ma c’è anche da ribadire come la situazione di partenza – la posizione in classifica dello scorso anno – non fosse proprio rosea.
La classifica – che vede Bolzano, Milano e Trento sul podio – è stata calcolata sulla base di 36 indicatori, suddivisi in 6 macroaree: tenore di vita, servizi e ambiente, affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione, tempo libero.
Ferrara non primeggia in nessuna di queste aree. Nella classifica del tenore di vita è 49^, 43 posizioni in meno rispetto allo scorso anno. Note positive nel settore servizi e ambiente, dove guadagna sei posizioni e arriva 38^, e affari e lavoro, dove con altre sei posizioni guadagnate si piazza 58^: risultato non eccelso, ma di questi tempi e visto il risultato generale ci si accontenta dei piccoli passi in avanti. Male, malissimo, per quanto riguarda l’ordine pubblico: in un anno la nostra provincia ha perso ben 26 posizioni e si classifica addirittura al 76° posto. Non c’è da gioire anche per quanto riguarda la popolazione, dal 2014 Ferrara ha perso 24 posizioni e si piazza al 58° posto.
Che dire del tempo libero? Contando lo slogan “Ferrara città di cultura”, sentito e risentito ormai in tutte le salse, i risultati sembrano essere disastrosi: il territorio segna ancora il segno meno, 72° posto in classifica, -16 rispetto al 2014 e parliamo di presenze agli spettacoli, quantità di librerie rispetto alla popolazione, spesa dei turisti stranieri, numero di sale cinematografiche in rapporto agli abitanti, indice di sportività e numero di bar e ristoranti per ogni 100mila abitanti (questi ultimi due fattori sono quelli che ‘tirano la carretta’ avendo ottenuto punteggi molto alti).
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