Cronaca
19 Febbraio 2015
Il comitato via Prinella chiede la convocazione della prima commissione consiliare sul canone Cosap

Doppia tassazione sui passi carrai, è il caos

di Elisa Fornasini | 4 min

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OPerché pagare una doppia tassazione per la stessa occupazione e per lo stesso servizio? È da questo dubbio che il comitato via Prinella si è mobilitato per avere chiarezza sul pagamento del canone Cosap relativo ai passi carrai posti su proprietà demaniali. Il pomo della discordia nasce dalla reiterata richiesta da parte del Comune di Ferrara, attraverso la società Ica, del canone Cosap; peccato che i cittadini residenti nel Comune ma su strade di proprietà del demanio idrico dello Stato paghino già il canone per la stessa occupazione di suolo pubblico e per il relativo accesso alle proprietà private dalla strada, alla Regione Emilia Romagna. Una situazione a tinte fosche che non coinvolge solo i residenti di via Prinella ma una trentina di strade comunali per un centinaio di km di proprietà demaniali, come a Marrara, Monestirolo, Gaibana e Gaibanella.

Dopo aver contattato l’amministrazione comunale senza ricevere risposte esaustive, il comitato ha deciso di rivolgersi alle forze di opposizione per richiedere la convocazione della prima commissione consiliare atta a fare chiarezza sulla questione. Una richiesta presa subito in carico dai consiglieri comunali Paolo Spath (FdI), Ilaria Morghen, Federico Balboni, Alessandro Bazzocchi, Silvia Mantovani e Alessandro Vitali (M5S), Vittorio Anselmi, Matteo Fornasini, Paola Peruffo e Giampaolo Zardi (FI) e Giovanni Cavicchi (Lega Nord) per riportare in auge una faccenda che sembrava chiusa nel 2010. Da quell’anno, infatti, il canone ‘comunale’ è stato sospeso per accertamenti, dopo che i residenti avevano sottoscritto una petizione in cui richiedevano le medesime spiegazioni di adesso. La questione si è riaperta a fine dicembre dello scorso anno, quando i cittadini hanno ricevuto un avviso di accertamento che richiede il pagamento di tutti gli arretrati con prima annualità dal 2010. Una notizia che ha mandato su tutte le furie Lorenzo Lazzari, presidente del comitato via Prinella, che dopo aver chiesto spiegazioni a Comune, Regione e difensore civico, ha deciso di mettere in tasca la strada legale e di intraprendere quella della commissione consiliare.

Contestiamo la doppia imposizione per la stessa occupazione e per lo stesso servizio – rimarca il presidente Lorenzo Lazzari – che ci mette in conflitto sia con la Regione, ente che avrebbe dovuto tutelare chi paga già il canone, sia con il Comune perché reitera una tassa che noi paghiamo già annualmente. A far sorgere i dubbi sulla legittimità di questo canone è proprio la concessione rilasciata dall’Emilia Romagna all’amministrazione comunale, che vieta all’ente concessionario la subconcessione e, di conseguenza, gli nega la possibilità di concedere autorizzazioni relative a queste aree. Dalla concessione – prosegue Lazzari – sono escluse le rampe di accesso alle sommità arginali servizio esclusivo delle proprietà private, per le quali la Regione attiverà personalmente concessioni con le proprietà frontiste. In più l’unica risposta pervenutaci dal Comune appare fuorviante e in parte errata – conclude il presidente del comitato – dove dichiara che nel regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico di Ferrara esista un canone per ‘l’accesso da e sulla strada’. A questo punto non ci sembra più di pagare un passo carraio ma un vero e proprio pedaggio per usare la strada”.

“La problematica non deriva dall’entità della tassa – specifica Paolo Spath, facendo presente che il canone varia da 50 a 100 euro annuali – ma dalla mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione. Per questo come gruppi consiliari di opposizione abbiamo deciso di ‘compattarci’ per fare luce sulla questione, che rappresenta anche un precedente per altre situazioni analoghe presenti sul territorio ferrarese”. Inno alla trasparenza anche da parte di Matteo Fornasini: “Nel mio Comune ideale queste cose non dovrebbero succedere – spiega il presidente della I commissione consiliare – perché dovrebbero essere gli enti pubblici a mettersi d’accordo tra di loro senza far spendere soldi e tempo ai cittadini”. Un po’ di discordia, a dirla tutta, sembra esserci tra M5S, FdI, FI, Ln e Gol dato che Francesco Rendine aveva già proposto una mozione sulla ‘ingiustizia’ in via Prinella, “senza tener conto – critica Alessandro Bazzocchi – che sarebbe stata discussa dopo la scadenza del pagamento del canone, fissata a fine febbraio”. Una situazione che sta esasperando i cittadini: “Sarebbe stato molto più semplice pagare i 50 euro – ammette una residente – ma non è sopportabile questa non spiegazione, pretendiamo chiarezza una volta per tutte”.

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