Cronaca
5 Luglio 2014
L'ex dg del Sant'Anna Baldi: "Progeste mi chiese di sostituire il direttore dei lavori perché troppo pignolo"

Processo Cona: “Calcestruzzo conforme alle richieste”

di Daniele Oppo | 3 min

tribIl calcestruzzo utilizzato per le strutture di fondazione (pali e platee) e per le opere speciali (diaframmi) dell’ospedale di Cona sarebbe conforme a quanto previsto in sede progettuale e nel contratto e la sua durabilità centennale non sarebbe da mettere in discussione. Non solo, anche le varianti di perizie – illegittime secondo la procura – sarebbero state necessarie per le nuove esigenze palesatesi in corso d’opera.  È, in sintesi, quanto emerso durante gli interrogatori di tre degli undici imputati nel processo Cona per abuso d’ufficio: gli ingegneri Andrea Benedetti e Fulvio Rossi (componente della commissione di collaudo statica), Fulvio Rossi (della commissione di collaudo tecnico amministrativa) e l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Riccardo Baldi.

Se da un lato Benedetti, rispondendo alle domande della Pm Patrizia Castaldini, ha confermato che l’ospedale è destinato a durare quanto previsto, dall’altro Rossi ha affermato che le forniture di calcestruzzo di tipo RCK25 anziché RCK30 (il cui uso secondo l’accusa sarebbe previsto invece nel capitolato) fosse del tutto conforme al contratto e al capitolato stesso per le parti relative al blocco degenze dell’ospedale. Secondo Rossi – chiamato dalla Pm a chiarire i motivi della variazione al progetto proprio su tale questione da parte dell’ingegner Giuliano Mezzadri, progettista di Progeste – sarebbe stata fatta confusione con un progetto depositato inizialmente da Progeste nel quale era previsto effettivamente l’uso di calcestruzzo RCK30. Ma, rileva Rossi: “È stato fatto presente a Mezzadri che il contratto prevedeva l’RCK25 e lui ha fatto un secondo deposito con la rettifica”. In sostanza, afferma ancora l’attuale dirigente del settore Attività interfunzionali del Comune di Ferrara, “non c’è scritto da nessuna parte che il calcestruzzo da usare dovesse essere l’RCK30”. Rossi rivendica così la correttezza dei controlli di sua competenza effettuati nel corso degli anni, ovvero quelli sulla “corrispondenza delle strutture agli elaborati” mentre segnala – producendo anche una copia del disciplinare d’incarico – come le verifiche strutturali fossero competenza esclusiva della commissione di collaudo statica.

Dopo Rossi è la volta dell’ex dg dell’azienda ospedaliera Riccardo Baldi. Per lui l’accusa è sempre di abuso d’ufficio, questa volta per per le perizie di variante che fecero lievitare i costi della struttura e falso ideologico per un’altra perizia che non sarebbe mai stati richiesta dal direttore dei lavori. L’ex dg apre la sua deposizione rispondendo a quanto dichiarato sia in fase processuale che in una lettera dal responsabile amministrativo Marino Pinelli. “La nota con la quale ho approvato il progetto esecutivo è stata comunicata al gruppo Cona composto dallo stesso Pinelli, Melchiorri e Beccati – rileva Baldi -. Quindi lui non poteva non sapere” e anche sulle perizie di variante Baldi ‘inchioda’ Pinelli alle sue responsabilità: “ogni perizia di variante arrivava con la firma di Pinelli sulla mia scrivania”.  Su queste, inoltre, l’ex dg dell’azienda ospedaliera afferma che fossero tutte necessarie quali scelte strategiche (come la realizzazione di un reparto per la Talassemia) e che quella che per l’accusa è una perizia di variante su una variante (la Pv5 sull’impiantistica nei laboratori) fosse in realtà una normale perizia di variante dettata dal fatto che “serviva del tempo per modulare l’impiantistica alle diverse esigenze ma c’era anche la necessità di creare la parte edilizia (prevista con la Pv4, quella sulle aule didattiche) subito”.

Durante l’udienza la Pm Castaldini ha chiesto conto sia a Rossi che a Baldi, di incontri in Regione con il presidente Vasco Errani e l’allora sindaco Gaetano Sateriale. Entrambi hanno confermato le richieste del governatore emiliano per una accelerazione dei lavori in modo che rimanessero entro i tempi prestabiliti e, rivela Baldi, in uno di tali incontri tenutosi nel 2008 in cui sarebbe stato presente anche Ruben Saetti, presidente di Progeste, quest’utlimo avrebbe richiesto informalmente “di rimuovere il direttore dei lavori Carlo Melchiorri” perché considerato “troppo pignolo” e dunque “causa dei ritardi”.

La prossima udienza, che si sarebbe dovuta tenere il 16 luglio, è stata rinviata al 26 settembre.

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