Sab 22 Mar 2014 - 463 visite
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Sel a Bondeno vuole ripartire dal lavoro

All'incontro del costituendo circolo l'onorevole Giovanni Paglia. E il Pd propone un'alleanza

sel bondenoBondeno. “Qui a Bondeno il costituendo circolo di Sel ha voluto presentarsi per l’imminente campagna elettorale mettendo al centro il lavoro”, con queste parole Marco Corazzari della Filctem-Cgil provinciale ha aperto l’incontro di giovedì sera alla Casa Operaia di via della Repubblica. Ospiti Raffaele Atti, segretario provinciale Cgil Ferrara, il direttore Cna Ferrara Corradino Merli e l’onorevole Giovanni Paglia, capogruppo Sel in Commissione Finanze alla Camera dei deputati.

Uno dei temi principali trattati è stato il progetto di costruire un pastificio nell’area dell’ex zuccherificio. Corazzari ha detto di avere “molte perplessità in merito”, dato che “pochi giorni fa in un incontro in Regione i produttori hanno di nuovo rimandato tutto al 31 marzo” e che “non c’è ancora un piano industriale”. Per questo il fatto che tale possibilità venga ventilata in periodo elettorale potrebbe essere considerata quasi “una presa in giro nei confronti dei cittadini”. Il problema è che “se il pastificio non va in porto non solo si perde un’occasione, ma abbiamo perso un anno e mezzo per pensare a qualcos’altro”, ha affermato ancora Corazzari. Anche per questo, secondo lui, c’è un “problema di progettualità: chi vincerà le elezioni dovrà ripartire dall’occupazione valorizzando le professionalità presenti sul territorio”.

All’incontro era presente anche il candidato sindaco del Pd Giovanni Nardini che ha approfittato dell’occasione per lanciare una proposta di alleanza ai simpatizzanti di Sel: “Proviamo a ragionare da qui alla presentazione delle liste su un progetto che unisca Pd, ciò che c’è alla sinistra del Pd e un’istanza civica su cui si sta lavorando in questi giorni”. “La nostra intenzione è fare qualcosa che possa sconfiggere 15 anni di governo della destra a Bondeno”, è stata la risposta.

Per il resto la doppia natura dell’imminente appuntamento elettorale ha caratterizzato gli interventi dei relatori, che hanno intrecciato la dimensione europea e quella locale. Corradino Merli ha parlato di una “situazione straordinariamente complessa e complicata” in cui non possiamo più parlare di crisi mondiale, ma di “crisi europea e italiana”, e dobbiamo renderci conto che questo è “un mondo nuovo in cui noi continuiamo a fare le stesse cose di venti anni fa”. Per completare il quadro Merli ha poi riferito i dati dell’ultimo trimestre 2013 e le previsioni sul primo trimestre 2014, presentati solo un paio di giorni fa alla Camera di Commercio di Ferrara: “La nostra provincia è quella che cresce di meno in regione” e che, con il 14,2%, ha “il tasso di disoccupazione di gran lunga più alto”, inoltre la disoccupazione giovanile (ragazzi sotto i 24 anni) è passata dal “6% nel 2004 al 53% nel 2013”; infine “tra 2012 e 2013 il saldo fra cessazioni e nuove iscrizioni al registro delle imprese è uguale a meno 305”. Secondo Merli comunque i due elementi più preoccupanti sono “la grandissima sfiducia rispetto alle scelte che il nostro paese deve e può fare” nell’ambito della strada tracciata dall’Europa e “il grande senso di solitudine che provano gli imprenditori”.

Raffaele Atti è invece partito dalla “occasione mancata agli inizi degli anni 2000, quando abbiamo deciso di giocare al ribasso attraverso flessibilità e riduzione dei costi del lavoro”, per arrivare al piano per il lavoro elaborato dalla Cgil “che presuppone un’inversione della politica economica”. In altre parole: una diversa fiscalità, investimenti pubblici ad esempio nelle tutela del territorio, nelle infrastrutture e in nuovi sistemi di mobilità, nella tutela e nella fruizione di un patrimonio culturale che è unico e in nuove politiche per l’infanzia e per gli anziani, e infine la capacità di guidare gli investimenti privati.

Una sintesi delle tematiche trattate durante la serata è arrivata dall’intervento conclusivo del deputato di Sel Giovanni Paglia: per l’onorevole l’Italia sconta una “carenza di servizi pubblici”, come del resto è emerso dai vari contributi, e la mancanza di una “politica industriale, che è la grande assente da un po’ di anni a questa parte”. Perciò, secondo Paglia, è necessario “investire risorse per creare nuovo lavoro per i lavoratori e per le imprese e per recuperare il gap di competitività” che l’Italia ha perso in questi anni. Di fronte quindi all’imminente doppio appuntamento elettorale, sul piano delle amministrative c’è la “necessità di fare qualcosa per la revisione del patto di stabilità, su questo i nostri sindaci devono alzare la voce con il governo”, mentre sul piano delle europee bisogna avere la consapevolezza che “se non c’è l’Europa non si cambia l’Italia e l’Italia non si cambia mettendo in discussione l’Europa, che però deve diventare una comunità solidale”.

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