Lambertini (FdI) boccia l'”uomo forte mediterraneo”: “È patriarcato”
L'assessora alle Pari opportunità di Vigarano Mainarda difende il reato di femminicidio e chiede di lavorare su scuola, famiglie ed educazione
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Il caso della deliberazione della Corte dei conti relativa al Comune di Vigarano Mainarda approda in Parlamento. Ettore Rosato presenterà un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze, su richiesta di Elena Zoboli, coordinatrice comunale di Azione
Anna Rosa Matteucci e Daniela Mancuso sono le volontarie vigaranesi del Nucleo Guardie Eco-zoofile per Ferrara e Provincia
I consiglieri di opposizione a Vigarano Agnese De Michele ed Emanuele Plebiscito intervengono dopo la chiusura al traffico del Ponte Saracca e le dichiarazioni del sindaco Bergamini
Il Comune di Vigarano Mainarda ha disposto, a partire dalle ore 12 del 17 agosto, l’interdizione totale al transito veicolare e pedonale del Ponte “Saracca”, sul Canale Burana in corrispondenza di via Aldo Moro
Vigarano Mainarda. Secondo l’accusa aveva usato le cosiddette maniere forti per convincere un suo cliente a pagargli gli arretrati. La materia del contendere erano dosi di droga. E lui Klodjan Muca, 27 anni, di nazionalità albanese, forte del credito di 600 euro che vantava da un uomo residente a Vigarano Mainarda, ha iniziato a minacciarlo – sempre secondo l’accusa – per avere i suoi soldi.
I fatti risalgono al periodo che va dal luglio 2006 a maggio del 2007. In un’occasione il 27enne – difeso d’ufficio dall’avvocato Giampaolo Remondi – si sarebbe presentato a casa del debitore con una pistola in mano, avvertendolo che se non lo avesse pagato gli avrebbe “bruciato la casa con i tuoi figli dentro”. Un’altra volta lo avrebbe costretto insieme a dei compari a salire su un’auto per portarlo in aperta campagna per convincerlo di fronte a una spranga e a un coltello. Di qui l’accusa di sequestro di persona, che è andata ad aggiungersi a quelle per spaccio e tentata estorsione.
Ma non è finita. Un altro episodio ha visto l’imputato sfondare con un calcio il finestrino dell’auto ferma in sosta con alla guida la sua vittima. In quell’occasione la parte offesa rimediò anche delle ferite al volto. Ecco allora arrivare il capo di imputazione per lesioni.
Al processo però la vittima e la moglie, i due testi principali, non si sono mai presentati. La notifica dell’invito a comparire è stata recapitata più volte. Anche all’estero, dove ora il vigarenese è andato a vivere. Ma nulla da fare.
Al pm non è rimasto che chiedere l’assoluzione per l’impossibilità di provare le responsabilità dell’imputato e il collegio (giudici Matellini, Attinà e Rizzieri) lo hanno assolto.
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