Cronaca
10 Ottobre 2013
Il gup rinvia gli atti al pm per diversa qualificazione del reato

Predoni di tombe, tutto da rifare

di Marco Zavagli | 1 min

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tombe-420x306Tutto, quasi, da rifare nel processo “The Jackal”, lo sciacallo in inglese, che vede tre dipendenti Amsefc addetti alle sepolture e riesumazioni indagati con l’accusa di peculato. Secondo le indagini portate avanti dalla pm Patrizia Castaldini, Mario Iannucci, 44 anni, Gianni Turatti, 42, e Andrea Cavallini, 50, ripulivano i cadaveri delle cose preziose che i parenti avevano lasciato nella bara per poi rivenderli nei vari compro-oro disseminati in città. E proprio la coincidenza tra lavori nei cimiteri e le date delle compravendite nei negozi avevano fatto insospettire gli inquirenti.
Nel corso della passata udienza le difese (rappresentate dagli avvocati Bertoldi, Palma e Malisardi) avevano chiesto il rito abbreviato. Ma la discussione non si è conclusa. Ieri il gup Silvia Marini ha restituito gli atti al pm (in udienza Longhi) per proporre una diversa qualificazione del reato.
Secondo il giudice ci sarebbero gli estremi per il concorso nel reato in diversi episodi che, invece, nel capo di imputazione erano stati addebitati singolarmente. Gli episodi riguardano le compravendite nei compro-oro, addebitate fino ad oggi a chi materialmente aveva effettuato la cessione. Per il gup anche i coimputati, pur non presenti fisicamente alla vendita, avevano comunque partecipato all’illecito.
Ora il pm dovrà rifare l’atto di conclusione indagini e fissare una nuova udienza preliminare. Le parti si ritriveranno di fronte tra diversi mesi.

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