Il guasto nel primo pomeriggio nei pressi dell’ex Sant’Anna. Hera ha isolato rapidamente il tratto danneggiato e la pressione è tornata progressivamente alla normalità. Tecnici ancora al lavoro per la riparazione
"Cento non si trova in una condizione di emergenza criminale". È questo il quadro tracciato dalle istituzioni al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
Sono 881 i nuovi posti letto per studenti universitari disponibili a Ferrara, il numero più alto tra le province dell'Emilia Romagna che in tutto è riuscita a metterne a regime 4020
Ferrara è una delle province più artigiane d’Italia: lo conferma una ricerca realizzata dall’ufficio studi e ricerche della Cna Nazionale sulla base dei dati Istat
Preoccupazione per il futuro del personale ausiliario impiegato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Ferrara. A esprimerla è Marco Righi, segretario generale di NidiL Cgil Ferrara, che denuncia il mancato rinnovo di quattro contratti di lavoratrici interinali e la riduzione dell’orario per altre operatrici
Hanno chiesto il rito abbreviato i tre dipendenti Amsefc scoperti a depredare le tombe. Il caso esplose lo scorso dicembre, quando al termine dell’operazione della squadra mobile di Ferrara, denominata “The Jackal”, lo sciacallo, tre addetti alle sepolture e riesumazioni finirono indagati con l’accusa di peculato (vai all’articolo).
Secondo le indagini ora in mano alla pm Barbara Cavallo della procura di Ferrara, i tre imputati (Mario Iannucci, 44 anni, Gianni Turatti, 42, e Andrea Cavallini, 50) ripulivano i cadaveri delle cose preziose che i parenti avevano lasciato nella bara per poi rivenderli nei vari compro-oro disseminati in città. E proprio la coincidenza tra lavori nei cimiteri e le date delle compravendite nei negozi avevano fatto insospettire gli inquirenti.
Tutto era partito da alcuni controlli della polizia amministrativa nei negozi in questione. Semplici controlli di routine dai quali però erano emerse delle particolarità: nei registri si vedeva come alcune attività di vendita di monili e oggetti in oro erano sovrapponibili ai giorni in cui venivano riesumati i cadaveri nel cimitero. Il cimitero in questione era quello di San Martino. Da qui, secondo i riscontri della Mobile, nel mese di ottobre del 2011 vennero riesumate 56 salme. Da alcune di queste vennero sottratti fedi, anelli, catenine e orecchini (per lo più di foggia antica) per un totale di 105 grammi di oro e un controvalore sul mercato di circa 3.000 euro.
Dai registri dei compro-oro emersero così i nomi dei venditori. Quei nominativi corrispondevano a tre dipendenti della società che gestisce i servizi funerari. Attraverso telecamere nascoste nel camposanto vennero ripresi alcuni uomini che, in corso di riesumazione dei corpi, depredavano le salme di fedi e anelli. Li soppesavano. E se li intascavano. Chi li metteva in un secchio, chi nel marsupio. Inconsapevoli che l’occhio delle telecamere li stava riprendendo.
In tribunale, davanti al gup Silvia Marini, le difese (rappresentate dagli avvocati Bertoldi, Palma e Malisardi) hanno chiesto di procedere in rito abbreviato. In udienza era presente come parte offesa l’Amsefc che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Laura Caldarelli. La discussione si terrà a ottobre. Parte civile sarà anche un familiare di uno dei defunti ‘depredati’.
L’azienda per i servizi cimiteriali aveva emesso un provvedimento di sospensione del servizio nei loro confronti, che diventerà effettivo in caso di condanna.
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