La resistenza degli IMI. Storie di internati militari casumaresi
Venerdì 8 maggio alle ore 18 al Centro Sociale ‘Ugo Bassi’ di Cento sarà promosso l'incontro pubblico “La resistenza degli IMI - Storie di internati militari casumaresi”
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Una lite degenerata in un'aggressione feroce: capelli strappati con forza fino a lasciare una ciocca tra le mani dell'aggressore, pugni e schiaffi, e un orecchino divelto con violenza tale da lacerare il lobo dell'orecchio della vittima
In un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale, c’è chi sceglie di rallentare e rimettere al centro la lettura. Prende il via “La Biblio-Cicletta”, iniziativa di book-sharing itinerante promossa dalla Biblioteca di Mattia
Alla vigilia della 47ª edizione del Premio Letteratura Ragazzi di Cento, uno dei più longevi e prestigiosi riconoscimenti italiani dedicati all’infanzia, arriva un annuncio di rilievo: il riconoscimento speciale sarà conferito al professor Antonio Faeti, figura centrale nello sviluppo della letteratura per ragazzi nel nostro Paese
Il dibattito sulla Cispadana si riaccende dopo il convegno organizzato da Confartigianato lo scorso 28 aprile a Cento, ma dal Coordinamento cispadano arriva una presa di posizione netta e critica
Cento. Al termine di cinque ore di camera di consiglio il giudice Silvia Giorgi ha condannato Monica Zanta, farmacista imputata di appropriazione indebita. Dopo due tentativi di patteggiamento falliti, respinti dal giudice che aveva preteso la restituzione dell’intera somma sottratta nell’anno di contestazione (circa 40mila euro), la pena è stata di un anno, 600 euro di multa più una provvisionale di 15mila euro e un risarcimento danni da quantificarsi in sede civile.
Tutto è nato dal sospetto della parte offesa (costituitasi poi parte civile attraverso gli avvocati Luca Morassutto; Paola Zamparini e Lucia Mattioli), titolare della farmacia dove lavorava Zanta. Secondo quanto poi denunciato alla procura alcune somme di denaro sparivano misteriosamente dalla cassa. La certezza gliel’ha data il commercialista che, attraverso una verifica contabile, si è accorto che tra entrate e uscite c’era un ammanco di 40mila euro, “smarriti” nel nulla nel corso dell’ultimo anno.
È lo stesso commercialista a insinuare nel titolare il sospetto che qualcosa a livello di entrate e uscite di cassa non funzionava a dovere. E così l’uomo inizia a tenere gli occhi aperti. E un giorno di aprile 2011 afferma di aver intravisto la dipendente mentre prelevava 50 euro dalla cassa. A questo punto incarica un investigatore privato di far luce sull’intera vicenda. La Security di Davide Tuzzi consulta il parere legale dell’avvocato Morassutto, che dà il via libera per procedere con l’installazione di una telecamera nascosta in negozio. L’occhio invisibile della telecamere riprende la donna mentre prende denaro dal contatore di cassa e se lo intasca. Il dado è tratto. Il 14 ottobre del 2011 parte la querela per appropriazione indebita e, dopo le dovute indagini, il 6 luglio del 2012 il pm Nicola Proto emette un decreto di citazione diretta in giudizio per la farmacista.
Ora è arrivata la sentenza, “che non fa confermare – commenta l’avvocato Morassutto – come per il nostro ordinamento nel bilanciamento tra tutela della privacy del lavoratore e tutela del patrimonio aziendale e dell’ordine pubblico, prevalga quest’ultimo aspetto. Per questo le riprese nascoste, laddove motivate da un tangibile sospetto, sono concesse”.
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