Cento. Il dibattito sulla Cispadana si riaccende dopo il convegno organizzato da Confartigianato lo scorso 28 aprile a Cento, ma dal Coordinamento cispadano arriva una presa di posizione netta e critica. Secondo quanto dichiarato nel comunicato firmato da Silvano Tagliavini, le posizioni emerse durante l’incontro appaiono anacronistiche, al punto da evocare una vera e propria “bolla temporale”.
“Se non fosse che viene riportata la data degli articoli […] si direbbe che siamo ad almeno una dozzina di anni fa”, si legge nella nota, che sottolinea come le dichiarazioni ascoltate rimandino a una visione ormai superata del sistema dei trasporti. Da qui l’accusa: si continua a utilizzare “frasi fatte” senza portare “elementi oggettivi a sostegno delle tesi sostenute”.
Il Coordinamento evidenzia come i cambiamenti nel settore siano in atto da tempo, già a partire dagli indirizzi europei dei primi anni Duemila. In questo contesto, sostenere nuove autostrade viene definito “fuori mercato”. Una posizione rafforzata da una serie di interventi infrastrutturali già realizzati o in corso, che puntano a rafforzare il trasporto ferroviario e intermodale.
Tra questi vengono citati il secondo tunnel ferroviario del Brennero, il raddoppio della linea tra Brennero e Verona, il potenziamento del porto di Ravenna e lo sviluppo di infrastrutture ferroviarie connesse alla logistica. Anche il territorio ferrarese è interessato da trasformazioni rilevanti, come il nuovo assetto del nodo di Bondeno e i progetti legati alla linea Poggio Rusco-Ferrara-Ravenna.
Alla luce di questo scenario, il Coordinamento giudica superata l’ipotesi autostradale: parlare ancora della Cispadana in questa forma è definito “alquanto ‘bizzarro’”. Non mancano riferimenti ai costi e alle criticità progettuali, tra cui “i costi di realizzo arrivati a 2 mld” e un piano economico-finanziario che “non vede la luce da quasi 10 anni”.
La proposta alternativa è quella di una infrastruttura diversa, più sostenibile e integrata con il sistema esistente: “una infrastruttura ‘leggera e flessibile’ che dreni il traffico locale e lo porti a confluire […] nei ‘nodi’ intermodali presenti e futuri”. Una visione che, secondo il Coordinamento, dovrebbe tradursi nella pianificazione regionale con l’inserimento della Cispadana a scorrimento veloce nel futuro Prit.
In chiusura, il comunicato lancia una domanda diretta agli attori istituzionali e di categoria intervenuti al convegno: “gli esponenti politici e i rappresentanti di categoria […] è consapevole dell’evolversi del comparto trasporti o vive ancora in quella ‘bolla temporale’ da cui, evidentemente, non riesce ad uscire?”. Un interrogativo che riapre il confronto su una delle opere più discusse del territorio.
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