gio 28 Mar 2013 - 4850 visite
Stampa

Maccari: “Tagliani persona in malafede e squallida”

E ancora: “Stampa vigliacca e penosa”; “la foto di Federico è falsa”; “gruppetto di maledetti bastardelli”

coispIl sindaco Tagliani, se sostiene certe cose non vere, allora è una “persona in malafede e squallida”. È la dichiarazione che Franco Maccari rilascia in diretta a Radio Popolare alle 20.30. Nel pomeriggio, dopo il contestato sit-in in piazza a Ferrara, il segretario generale del Coisp non ha risparmiato nemmeno la stampa. Anzi. A Palazzo Roverella, nel dibattito che ha preceduto il congresso regionale, Maccari è intervenuto assieme all’ex senatore Alberto Balboni e all’europarlamentare Potito Salatto che in mattinata ha fatto visita agli agenti in carcere.

Maccari ha attaccato “una stampa e degli organi di informazione vigliacchi perché non hanno ascoltato tutte la parti in causa; stampa vigliacca che pubblica l’indirizzo di Monica Segatto; stampa vigliacca e penosa -ribadisce ancora Maccari- che ha pubblicato cose ignobili, compreso il non voler prendere atto che la foto di stamattina (quella di Federico Aldrovandi mostrata dalla madre durante la manifestazione, ndr) non è stata ammessa in tribunale perché non veritiera. Una stampa che non si fa le domande è una cosa indecente”. Il sindacato di polizia critica poi l’ordinanza del tribunale di sorveglianza che ha negato ai condannati sia l’affidamento in prova ai servizi sociali che gli arresti domiciliari: “con i pochi strumenti che abbiamo, le mani e la pistola, affrontiamo le emergenze senza che esistano regole d’ingaggio, senza conoscere storie, persone e capacità, luoghi valutando nell’immediato qualunque cosa – continua Maccari – e qui sta il problema perché poi a giudicare su queste valutazioni ci sono persone inevitabilmente condizionate dalla vita, tant’è che nell’ordinanza si dice che non hanno mai chiesto scusa, ma non si può chiedere scusa se ci si è professati innocenti”. La difesa per i colleghi in carcere è netta: “in questa situazione i colleghi operanti non hanno sbagliato ma hanno operato in una situazione difficile che poi qualcuno ha valutato in una maniera che noi non consideriamo corretta”.

Anche Balboni critica l’ordinanza, sia in punto di diritto per quanto riguarda l’eccesso colposo e il diniego delle attenuanti generiche nella sentenza che per la carenza di motivazioni soddisfacenti nell’ordinanza: “sono stati condannati a pene altissime probabilmente perché poliziotti, non ho mai visto negare le attenuanti generiche a nessuno ed è il primo caso in cui un giudice rigetta la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali e anche quella per la detenzione domiciliare: è un accanimento persecutorio nei confronti degli agenti”. Anche Balboni punta il dito contro l’informazione: “la foto non corrisponde alla verità, è stata usata dal Manifesto (in realtà venne pubblicata da Liberazione e scattata prima dell’autopsia, ndr) per una campagna di disinformazione ma è una falsificazione della realtà. Le minoranze organizzate – sostiene ancora Balboni – riescono a veicolare messaggi poi condizionano i giudici ed emettono sentenze di condanna inappellabili perché decretate dall’opinione pubblica”.

L’ex senatore – pur ribadendo ripetutamente la comprensione per i sentimenti della famiglia –  ha anche qualcosa da dire Patrizia Moretti scesa oggi in piazza: “la famiglia ha ottenuto e ha accettato un risarcimento che il giudice ha definito ‘pingue’, per cui mi chiedo cosa ci facesse la madre davanti alla vostra (del Coisp ndr) legittima manifestazione”. Con lui anche Maccari polemizza rivolgendosi a chi ha manifestato a fianco di Patrizia Moretti: “quelle quindici persone che le stavano al fianco, anche ad esser un po’ cattivelli, erano tutti dipendenti comunali che hanno abbandonato il loro lavoro per manifestare con una foto falsa. Hanno fatto una manifestazione senza autorizzazione – continua Maccari -, è un reato penale molto grave e qualcuno dovrà provvedere. Non mi interessa il comportamento della signora Moretti, ma tutto il contorno sì, perché credo proprio che tutti siano stati condizionati da un gruppetto di maledetti bastardelli che avete qua a Ferrara, una spruzzata di politica che è ben identificabile. È ora di dare l’annuncio:  non se ne andranno dalla Polizia, perché al contrario di quel che vuole la signora Aldrovandi loro sono stati già giudicati e non con la destituzione. La legge fino a prova contraria non prevede la destituzione per questi quatto colleghi. Appena l’ultimo di loro uscirà dal carcere – annuncia il segretario generale del Coisp –  noi faremo una manifestazione qua a Ferrara”.

L’europarlamentare Salatto ha ribadito infine la sua vicinanza agli agenti e alle loro famiglie: “non entro nel merito del processo, si tratta di una questione di sensibilità che la magistratura e la politica devono avere: non si possono mantenere in una casa circondariale tre soggetti che non sono ben visti in carcere; siete vittime di una cultura di aggressione continua alle istituzioni”.

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