Economia e Lavoro
23 Febbraio 2010
Sindacati e amministratori da Milano, Terni e Brindisi in assemblea a Ferrara

Da tutt’Italia per la Basell

di Marco Zavagli | 2 min

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Sono venuti anche da Milano, da Brindisi e da Terni per partecipare ieri pomeriggio a Ferrara al’assemblea generale dei lavoratori di Lyondell-Basell. A rappresentare le istituzioni estensi sono arrivati il sindaco Tiziano Tagliani, la presidente della Provincia Marcella Zappaterra e l’assessore alle attività produttiva Marcella Cariani. Con loro, direttamente dall’Umbria, l’assessore regionale Marco Giovannetti, quello del comune di Terni Sandro Piermatti e il collega della provincia umbra Domenico Rosati. La presenza ternana è stata particolarmente folta proprio perché è nello stabilimento in Italia centrale che si gioca buona parte della sorte degli altri siti.

A Terni i circa 100 lavoratori Basell hanno incrociato le braccia per 8 ore e hanno manifestato davanti al municipio. Il rischio di chiusura paventato dall’azienda metterebbe in strada, considerando l’indotto, circa 800 persone. Ma l’effetto domino si estenderebbe in tutta la penisola.

Tutti questi problemi e altri ancora sono confluiti a Ferrara, lo stabilimento della ricerca Basell, che occupa un migliaio di dipendenti. La città è stata scelta la scorsa settimana durante l’assemblea generale dei sindacati nazionali, “per dimostrare che vogliamo tenere una linea unitaria e per approfittare di una importante coincidenza”, come spiega Luca Fiorini della Filcem provinciale, ricordando che proprio ieri in città si trovava l’ad Jim Gallogly, arrivato dagli Usa: “oggi siamo tutti qui per dire che non abbiamo intenzione di subire passivamente i licenziamenti (si parla di sei persone a Ferrara e tre a Milano, ndr) decisi unilateralmente dalla società”.

Intanto, in attesa dell’incontro sindacale fissato per domani a Roma con Basell Italia, al’assemblea anche preso la parola anche gli amministratori locali, per “cercare di favorire – ha detto Tagliani – una più forte integrazione tra tutti i siti, rispondendo in modo unitario alle esigenze proclamate dalla multinazionale”. Esigenze, fatto non nuovo, che riguardano i costi dell’approvvigionamento di energia e le bonifiche.

Al termine dell’assemblea è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che vuole “impedire una ulteriore drastica riduzione  delle chimica che si realizza nel nostro Paese, prefigurata dalle intenzioni di chiusura di siti industriali”.

I lavoratori hanno convenuto di “rifiutare  le decisioni unilaterali che LyondellBasell intende mettere in campo, sulla chiusura di attività e sulla risoluzione dei rapporti di lavoro” e di intraprendere in tutti i siti “iniziative di lotta coordinate e commisurate ai contenuti del confronto sindacale”.

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