Cronaca
7 Giugno 2012
Finto test del dna per il riconoscimento della paternità. Condannato

Mancata eredità, truffata orfana di milionario

di Marco Zavagli | 2 min

Leggi anche

Muore a 23 anni schiacciato dal trattore

Un giro sul trattore di famiglia con tre amici, nella notte, si è trasformato in una tragedia. Michele Cecconi, 23 anni, studente di Unife, è morto a Ca’ Noghera, in provincia di Venezia, dopo che il mezzo agricolo è finito in un canale con circa un metro e mezzo d’acqua

Si chiamava Maria Ratti Gorete la donna trovata morta alla stazione

Si chiamava Maria Ratti Gorete la donna trovata morta nell'area della stazione ferroviaria di Ferrara nella mattinata del 4 settembre. Era originaria del Brasile, aveva anche la cittadinanza italiana ed era arrivata in città da pochi mesi, proveniente da fuori provincia

Rifiuta di farsi identificare e aggredisce gli agenti: arrestato

Erano circa le 4 di notte tra venerdì e sabato quando una volante della Polizia, transitando in piazza Trento Trieste, è intervenuta in supporto a un'ambulanza del 118 che stava soccorrendo un uomo in stato di alterazione, apparentemente dovuto all'assunzione di alcol

Figlia illegittima in attesa di una possibile eredità milionaria viene truffata dall’unico uomo di cui si fidava. Ha ottenuto giustizia (anche se siamo solo al primo grado) una signora di 40 anni che aveva denunciato chi l’aveva illusa. Facendole credere di poter ottenere quel patrimonio milionario del padre che in vita non volle riconoscerla.

I due si conoscono da anni. Lei lavora come colf nella casa dell’imputato, Odoardo Cumoli, 56 anni. Tutto nasce nel 2006, quando lei rimane orfana del padre naturale. È il 12 luglio 2006. Vuole ottenere il riconoscimento giudiziale di paternità e chiede consiglio a Cumoli. Lui si rende disponibile. Le dice che contatterà un avvocato, avvertendola che andrà incontro a delle spese. E si fa consegnare subito un anticipo di 800 euro.

Poi si presenta da lei con il “kit” per prelevare il dna. Con un campioncino le preleva la saliva e la rassicura sui successivi esami. Convinta che la pratica sia ormai a buon fine gli consegna altri 1500 euro. Alla fine, nell’aprile 2009, lui le consegna un documento del tribunale, risultato poi falso, che attestava il riconoscimento.

Con quello si reca dal suo avvocato, Renzo Oppi, che si accorge immediatamente del raggiro e mette in moto la querela che porterà al processo. Al termine della discussione, nel corso della quale la pubblica accusa, sostenuta dal pm onorario Elisa Bovi aveva chiesto 8 mesi e il risarcimento di 3mila euro, il giudice Silvia Giorgi lo ha condannato a identica pena, aumentando però la provvisionale a 10mila.

Per la cronaca, la donna non è riuscita a ottenere l’eredità. Il corpo del padre, per sua ennesima sfortuna, venne cremato.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com