Cronaca
6 Settembre 2026
Era originaria del Brasile e aveva la cittadinanza italiana. Era arrivata a Ferrara da pochi mesi da fuori provincia

Si chiamava Maria Ratti Gorete la donna trovata morta alla stazione

di Pietro Perelli | 2 min

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Si chiamava Maria Ratti Gorete la donna trovata morta nell’area della stazione ferroviaria di Ferrara nella mattinata del 4 settembre. Era originaria del Brasile, aveva anche la cittadinanza italiana ed era arrivata in città da pochi mesi, proveniente da fuori provincia.

A differenza di quanto emerso nelle prime ore, la donna aveva più di quarant’anni e, secondo quanto risulta al momento, non avrebbe avuto legami familiari in città. Gli inquirenti proseguono le indagini per ricostruire le sue abitudini di vita e raccogliere nuovi elementi che possano contribuire a fare luce sulla vicenda.

Secondo le prime informazioni, la donna avrebbe vissuto di espedienti e l’area della stazione in cui è stata trovata sarebbe stata, fin dal suo arrivo a Ferrara, il luogo che frequentava e nel quale avrebbe trovato riparo. Dall’analisi dell’area gli investigatori starebbero valutando diverse ipotesi, anche se sul corpo, almeno a una prima valutazione, non sarebbero stati riscontrati evidenti segni di violenza.

Nei prossimi giorni saranno effettuati l’autopsia e gli esami tossicologici, oltre agli ulteriori accertamenti ritenuti necessari per stabilire con certezza le cause e le circostanze della morte.

Il corpo senza vita era stato trovato nella tarda mattinata di venerdì 4 settembre, nell’area della stazione ferroviaria di Ferrara.

A ritrovare il cadavere era stato un operaio, intorno alle 10.30, nella zona retrostante il parcheggio a pagamento di via San Giacomo, in un’area interdetta al personale non autorizzato.

Il corpo era stato trovato in prossimità di un respingente, in una zona della stazione dove sono presenti aree utilizzate per bivacchi e che sarebbe interessata anche da fenomeni di prostituzione.

Sul posto erano intervenuti gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile e della Polfer, insieme alla Polizia Scientifica e al medico legale. Nell’area si era recata anche la pubblico ministero di turno, Barbara Cavallo, per seguire gli accertamenti.

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