Il corpo senza vita di una giovane donna è stato trovato nella tarda mattinata di venerdì 4 settembre, nell’area della stazione ferroviaria di Ferrara.
A ritrovare il cadavere è stato un operaio, intorno alle 10.30, nella zona retrostante il parcheggio a pagamento di via San Giacomo, in un’area interdetta al personale non autorizzato. La donna, molto giovane aveva tra i venti e i trent’anni, pare essere di nazionalità straniera, anche se al momento non è ancora stato possibile accertarne con certezza l’identità.
Il corpo è stato trovato in prossimità di un respingente, in una zona della stazione dove sono presenti aree utilizzate per bivacchi e che pare interessata anche da fenomeni di prostituzione. Proprio per questo gli investigatori stanno verificando se la giovane fosse una persona che frequentava abitualmente la zona e se possa essere conosciuta da chi gravita nell’area.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile e della Polfer, insieme alla Polizia Scientifica e al medico legale. Nell’area si è recata anche la pubblico ministero di turno, Barbara Cavallo, che sta seguendo gli accertamenti.
Gli investigatori hanno effettuato e stanno effettuando tutti i rilievi necessari per ricostruire quanto accaduto. Al momento, sul corpo non sarebbero presenti segni evidenti di aggressione, ma gli accertamenti sono ancora in corso e non viene esclusa alcuna ipotesi.
Alcuni elementi emersi durante il sopralluogo hanno spinto gli investigatori a non limitare le verifiche a una morte per cause naturali o accidentali, cercando di chiarire ogni aspetto della vicenda.
Resta dunque da capire come e perché sia morta la giovane donna. Per questo la Procura – che aprirà un fascicolo d’indagini – ha acquisito le immagini delle telecamere che controllano i varchi di accesso all’area e ha disposto l’autopsia, che sarà accompagnata dagli esami tossicologici e da tutti gli esami utili a dipanare la matassa.
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