San Giuseppe. L’auto di Luciano Spadari potrebbe condurre al suo assassino. Mentre proseguono serrate le indagini dei carabinieri sull’omicidio dell’anziano vivaista di 74 anni scoperto la sera di venerdì scorso, si attendono risposte dai rilievi in corso sulla macchina della vittima, ritrovata sabato all’alba a Codigoro.
L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’assassino, dopo aver ucciso Spadari, abbia rubato la sua auto per allontanarsi il più in fretta possibile dal luogo del delitto. Giunto a Codigoro, potrebbe aver cambiato mezzo e aver proseguito la fuga oppure essersi fatto aiutare da qualcuno.
Questa possibilità restringerebbe ovviamente il cerchio di possibili sospetti, dal momento che presupporrebbe il fatto che chi colpì l’uomo con la pietra in testa fosse lì, nella casa di via Romea 72/a, sprovvisto di auto. E quindi qualcuno potrebbe averlo accompagnato sul posto oppure potrebbe risiedere nelle vicinanze. Ma queste sono solo supposizioni, che potranno essere confermate o smentite dall’analisi di eventuale materiale organico (saliva o impronte digitali) che la scientifica sta cercando di rintracciare sul veicolo.
Per quanto riguarda invece il movente, la pista della rapina rimane tuttora in piedi, anche se gli inquirenti non confermano la sparizione di soldi e bancomat dalla casa della vittima. Altrettanto si può dire per il dipendente rumeno, al momento irreperibile, che si continua a cercare per interrogarlo su eventuali elementi utili all’inchiesta: al momento non risulterebbe indagato.
In attesa degli esiti dell’autopsia, che verrà eseguita oggi, gli investigatori si dicono “ottimisti”, lasciando intendere che presto potrebbe esserci una svolta nelle indagini, indagini che “si sono focalizzate verso una direzione precisa”.
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