Comacchio. Sarà Alessandro Pierotti l’uomo da battere alle urne del 6 e 7 maggio a Comacchio. Il comune dei Trepponti torna al voto dopo il periodo di commissariamento affidato a Pinuccia Niglio, reggente dopo la sfiducia che ha fatto decadere il sindaco Pdl Paolo Carli.
Per l’elezione a primo cittadino sono in corsa ben sei candidati. Si parte da Fabio Cavallari, uscito vincitore dalla primarie del Centrosinistra per Comacchio, a capo di una coalizione composta da Rifondazione, Comunisti Italiani, Sel e Italia dei Valori. Viene poi Marco Fabbri, scelto dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. L’altro volto nuovo in campo è Alberto Lealini, di Voce Giovane per Comacchio, vicino alle posizioni cattoliche. La Lega Nord corre da sola, con l’ex vicesindaco Maura Tomasi. Il Pdl punta tutto su Antonio Di Munno, uomo Ascom già assessore in uno dei precedenti governi di Pierotti, che può contare anche sulla civica di centrodestra Il Faro. E, infine, Alessandro Pierotti.
Con l’ex sindaco ed ex assessore provinciale c’è una coalizione vastissima. tanto ampia quanto eterogenea e forse inedita nel panorama politico regionale.
La sua lista L’Onda è appoggiata, come già alle passate amministrative dall’Udc. Lo scudo crociato però ingloba tutto il Terzo Polo e nella sua lista di 16 candidati un quarto è rappresentato da finiani. Un ex An, l’ec consigliere comunale Marcello Luciani, è anche alla guida di Futura Comacchio, l’altra lista che appoggia Pierotti. In tutto questo rientra il Partito democratico, che sulla stampa dichiara candidamente di non essere alleato con i finiani. La posizione dei democratici era già singolare all’indomani della stretta di mano con il candidato, dal momento che fino a un mese tra Pierotti e il suo ex partito è stata guerra aperta per tre anni, dopo l’esclusione dalla giunta dell’allora presidente della Provincia Pier Giorgio Dall’Acqua.
Ma in politica, si sa, il fine giustifica i mezzi e il Pd deve fare buon viso a cattivo gioco per cercare di riconquistare la Comacchio persa per la prima volta un anno e mezzo fa dopo oltre sessant’anni ininterrotti di governo.
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