
Federico Fantoni
Cento. Nemmeno davanti al giudice la sua mente dipana i ricordi confusi di quella sera. Federico Fantoni, 39 anni, libero professionista di Dosso di Sant’Agostino, continua ad avere solo dei flash di quelle ore e di quegli istanti in cui colpì a coltellate Marco Paltrinieri, il 46enne dal quale aveva appena cenato con amici e il cui corpo privo di vita venne trovato la mattina di pasquetta in via Galvani.
Ieri mattina si è tenuta l’udienza di convalida del fermo, seguita dal provvedimento, richiesto dal pm Filippo Di Benedetto e disposto dal gip Monica Bighetti, della custodia cautelare in carcere.
Il tutto all’interno dei muri del carcere dell’Arginone. “Ancora non ricorda – riporta l’avvocato difensore Claudia Balboni -; anche al giudice ha ripetuto le stesse cose già raccontate agli inquirenti. Lui confessa e ammette ogni responsabilità, ma nel suo racconto mancano molti collegamenti”.
L’avvocato ha incontrato anche la famiglia di Fantoni, che “si mostrano disperati e increduli che tutto questo possa essere accaduto; mi hanno detto che si sentono come in un film, un tragico film”.
Questa mattina ci sarà un’altra tappa che potrebbe dare qualche aiuto alla ricostruzione delle ultime ore di vita di Paltrinieri. Alle 9 verrà affidato dalla procura l’incarico ai propri consulenti per eseguire l’autopsia. Accanto ai medici legali Rosa Maria audio (già sul luogo del delitto lunedì scorso per i primi rilievi) e Matteo Fabbri e alla tossicologa Francesca Righini, ci saranno i consulenti della difesa: Antonio Zanzi per l’esame autoptico e un altro specialista per quello tossicologico.
Sarà presente anche l’avvocato Gisella Rossi, che assiste i genitori e il fratello della vittima dell’omicidio.
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