Copparo
8 Febbraio 2012
Sentiti i carabinieri dell’operazione Moha e il perito

Droga porta a porta, parlano gli inquirenti

di Marco Zavagli | 2 min

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Copparo. Sono stati sentiti ieri in tribunale a Ferrara i carabinieri che svolsero le indagini dell’operazione “Moha” (dal soprannome di uno degli arrestati), che portò nell’aprile 2010 a dieci arresti (vai all’articolo).

L’indagine, iniziata nel dicembre 2008, aveva permesso di individuare un gruppo di spacciatori che rifornivano di cocaina e hashish i consumatori del Copparese e dei comuni limitrofi di Migliarino, Jolanda di Savoia, Tresigallo, Ro, nonché, durante la stagione estiva, anche dei lidi.

Nel corso dell’attività investigativa, durata oltre un anno, era stato documentato uno spaccio settimanale di circa 200 grammi di stupefacente ed erano state già sequestrate numerose dosi per un totale di un kg di hascisc, 70 grammi di eroina e 30 di cocaina.

In base alle risultanze investigative, due sarebbero stati i canali dello spaccio, uno albanese e l’altro nigeriano. I clienti venivano riforniti direttamente nei luoghi di villeggiatura, come Lido Spina e Lido Estensi. E una coppia, per dare meno nell’occhio ed eludere i controlli da parte delle forze dell’ordine, durante le fasi di acquisto e spaccio, si sarebbe mossa anche con i figli minori al seguito.

Il metodo di spaccio era praticamente un  porta a porta, con la possibilità per il cliente, addirittura, di farsi rifornire a domicilio. Sarebbe bastata una telefonata e lo spacciatore arrivava sotto casa.

Le prime condanne seguite all’operazione Moha vennero comminate nel gennaio 2011 (vai all’articolo). Cinque imputati hanno scelto il dibattimento. Si tratta di Paolo Bindo di Copparo, Clirim Hysa, albanese di Polesella, Kamal Rouadi, marocchino di Copparo, Alessio Piva di Copparo, ed El Mostafa Rouadi di Zocca di Ro.

Ieri si sono presentati davanti al giudice Silvia Giorgi, che ha sentito le testimonianze dei testi del pm Savino.

Due militari dell’Arma hanno ricostruito le fasi delle indagini. Dopo di loro ha parlato il perito incaricato della trascrizione delle intercettazioni. L’udienza è stata aggiornata a giugno, quando verranno sentiti altri tre carabinieri e due testimoni dell’accusa.

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