Copparo. Il bilancio consuntivo dell’Unione Terre e Fiumi è stato approvato grazie al contributo decisivo delle opposizioni di centrosinistra, che hanno scelto di restare in aula garantendo il numero legale durante la seduta del 7 maggio. A sostenerlo è il gruppo Centrosinistra per l’Unione Terre e Fiumi, che in un duro comunicato politico punta il dito contro le difficoltà interne alla maggioranza di centrodestra.
Secondo quanto riferito dai consiglieri di opposizione, “il bilancio consuntivo dell’Unione Terre e Fiumi è stato approvato nella seduta del 7 maggio grazie al senso di responsabilità delle opposizioni di centrosinistra, che hanno garantito il numero legale scegliendo di non abbandonare l’aula”.
Il gruppo sottolinea come, senza questa scelta, “il centrodestra non sarebbe stato in grado nemmeno di assicurare il numero minimo necessario per deliberare un atto fondamentale come il bilancio consuntivo”, evidenziando inoltre che il documento sarebbe stato “già presentato in ritardo rispetto alle scadenze previste dalla legge e soggetto a termini perentori”.
Nel comunicato si parla apertamente di un fatto “politicamente molto rilevante”, aggiungendo che “la tenuta delle istituzioni non può essere affidata esclusivamente al senso di responsabilità delle opposizioni”.
Il centrosinistra ricostruisce poi i numeri della seduta, spiegando che il centrodestra “poteva contare sulla presenza di appena 11 componenti, quindi meno della metà dei consiglieri assegnati al Consiglio dell’Unione”, ricordando anche “l’assenza del Presidente del Consiglio dell’Unione, Luca Fedozzi”. Una situazione che, secondo il gruppo, è stata superata “solo grazie alla disponibilità del nostro consigliere Alberto Astolfi che ha assunto la presidenza per permettere lo svolgimento dei lavori”.
Nel documento vengono anche avanzate ipotesi sulle ragioni politiche delle assenze nella maggioranza. “Non sappiamo se si sia ormai prodotta una situazione nella quale il centrodestra non riesce più a garantire una maggioranza autonoma in Unione oppure se, come da più parti si vocifera, siano in corso tensioni interne al centrodestra legate alla spartizione degli incarichi nelle società partecipate (su Cadf)”, scrive il gruppo, collegando queste tensioni alla “clamorosa assenza del Sindaco di Tresignana e dei suoi consiglieri”.
Nonostante le critiche, il centrosinistra rivendica la scelta di responsabilità istituzionale: “Davanti alla necessità di approvare un documento indispensabile per il funzionamento dell’ente, abbiamo scelto di anteporre il rispetto delle istituzioni e dell’interesse pubblico alla convenienza politica contingente”.
La conclusione del comunicato è un affondo politico diretto alla maggioranza: “Resta però un tema politico evidente: un’amministrazione che non riesce a garantire nemmeno il numero legale sui propri atti fondamentali deve interrogarsi seriamente e chiedersi se é all’altezza dei compiti che gli sono stati affidati”.
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