Cronaca
23 Novembre 2011
La testimonianza dell’ex sindaco di Copparo, oggi dirigente, favorevole agli imputati

Mazzettopoli, in aula Tumiati

di Marco Zavagli | 2 min

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È irreperibile da metà maggio Silvio Bacilieri e per questo, dopo la denuncia alla stazione dei Carabinieri di Copparo di una famigliare, la Prefettura di Ferrara ha attivato il piano per le persone scomparse

Testimone illustre ieri al processo Mazzettopoli. I giudici hanno sentito in qualità di teste Davide Tumiati, ex sindaco di Copparo che dalla fine del 2007 è diventato dirigente del settore pianificazione territoriale del Comune di Ferrara.

Lui “non aveva funzioni operative – spiega al collegio -, ma compiti di supervisione”. A essere “supervisionato” c’era anche Ivan Passerini, geometra del Comune imputato di concussione (con lui alla sbarra per corruzione Marco Gulinelli, geometra libero professionista assistito dall’avvocato Irene Costantino).

L’analisi statistica del lavoro svolto dallo sportello urbanistica avveniva per livelli intermedi all’incirca ogni mese e “non mi risulta – assicura il dirigente deponendo alla fine dei conti “a favore” delle difese – che le pratiche in mano a Passerini abbiano mai avuto problemi riguardo a tempi e modalità di istruttoria”.

Le pratiche, inoltre, “venivano assegnate in base a criteri determinati”. Difficilmente, insomma, un geometra sarebbe stato in grado di prendersi in carico un fascicolo saltando il tramite del proprio superiore.

A Tumiati viene chiesta anche conferma dell’episodio denunciato dall’imprenditore edile Daniele De Giuli, che nel periodo contestato doveva istruire una pratica per un fabbricato a Francolino. È l’allora consigliere comunale Fausto Bertoncelli a presentarglielo “verso la fine del 2007 o gli inizi del 2008”. “L’imprenditore disse che doveva attendere mesi prima di ottenere un parere, ma dai riscontri che feci fare erano in realtà passate solo poche settimane”. Tumiati fece chiamare nel proprio studio, davanti a De Giuli, proprio Passerini, titolare della pratica, “ma mi dissero che era fuori ufficio”. Sembrò tutto in regola, quindi, tanto che Tumiati si rammaricò della superflua rimostranza.

Versione alquanto diversa da quella presentata dallo stesso De Giuli in dibattimento, quando ai superiori di Passerini “chiesi perché tanta ostilità e volli parlare con Passerini”. I superori gli dissero che non era in ufficio. “Ma, uscendo, me lo trovai fuori della porta…” (vai all’articolo).

In aula ieri anche il consulente tecnico, l’ingegner Carlo Mascellani, che esaminò i computer (quello di casa e quello dell’ufficio) sequestrati a Passerini. Vi trovò qualcosa come 1500 file cancellati in un sol giorno. Un piccolo mistero avvolge però gli accessi al computer del lavoro del geometra: l’ultimo accesso risale al 9 giugno e “in quei giorni – fa notare l’avvocato difensore Massimo Bissi – il mio assistito era a gli arresti domiciliari”.

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