
Rina Guidi
Porto Garibaldi. “Una donna provata”. Descrive così l’avvocato Saverio Stano le condizioni in cui ha trovato ieri nel carcere della Dozza a Bologna la sua assistita Stefania Guidi Colombi, accusata insieme a Filippo Milazzo di rapina e del tentato omicidio dell’ex suocera, Rina Guidi.
Mentre le indagini proseguono per stringere il cerchio attorno alla terza persona che secondo la procura avrebbe aiutato i due nella rapina, l’avvocato annuncia che già da oggi partiranno le indagini difensive.
Per svolgerle è stato dato incarico a Davide Tuzzi, dell’agenzia di investigazioni Securteam di Ferrara. Al termine delle indagini Stano inoltrerà eventualmente in seguito al tribunale la richiesta di commutare la misura carceraria in domiciliari.
I Ris hanno trovato una impronta digitale sul nastro adesivo che bloccò la Guidi. Un indizio non decisivo secondo il difensore, che ricorda come la donna fosse rimasta in buoni rapporti con l’ex marito e con la vittima, tanto da frequentare abitualmente l’abitazione di via Cacciatori delle Alpi.
Per oggi invece è previsto il colloquio dell’avvocato con l’altro indagato, Milazzo, nel carcere dell’Arginone.
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