Mer 7 Set 2011 - 1066 visite
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“Voglio in prestito la mamma lesbica”

A Ferrara la biblioteca vivente: per dialogare a tu per tu con i propri pregiudizi

Il gazebo della scorsa edizione della biblioteca vivente

Nel calendario di Estatebambini è stata inserita quest’anno la biblioteca vivente, iniziativa già proposta in passato ad accompagnare altri eventi, ma che ancora probabilmente merita di essere spiegata. Il principio sulla quale essa si basa è molto semplice, ma come tutte le cose nuove ha bisogno di un po’di tempo per essere metabolizzato dal grande pubblico.

La biblioteca vivente funziona come una biblioteca normale, ma invece di offrire in prestito libri e riviste, offre la lettura (metaforica ovviamente) delle persone. Invece di proporre delle storie scritte, magari inventate, propone delle storie vere, raccontate dalla viva voce di chi le ha vissute. Il suo catalogo è quindi composto da persone-libro (o libri viventi), disposte a raccontare le proprie esperienze, a rispondere alle domande e alla curiosità di chi le vuole consultare.

In Italia non è ancora molto diffusa, anche se in tutte le maggiori città ha già ottenuto dei buoni consensi. Nel paese in cui è stata inventata, in Svezia, esiste addirittura una biblioteca vivente stabile, gestita negli spazi della biblioteca tradizionale. Obiettivo dell’iniziativa è favorire una nuova comprensione dell’altro, della complessità che spesso non viene compresa, offuscata dietro i pregiudizi e gli stereotipi di cui è farcito il vivere quotidiano. Nella nostra società ognuno è in qualche modo incasellato dentro un’etichetta, infilato in una categoria.

Questa biblioteca non convenzionale vuole invitare la gente a scoprire cosa realmente si cela dietro il luogo comune. Ogni libro vivente ha un proprio titolo, scelto di solito in base alle caratteristiche più suscettibili di pregiudizio, come per esempio: “il ragazzo gay”, “la donna col velo”, “il dislessico”, “il papà adottivo”, “l’immigrato”, “la mamma lesbica”.

Gli utenti della biblioteca scelgono quindi il titolo che più li incuriosisce e lo prendono in prestito, ovvero ascoltano la sua storia personale, e possono porre domande che magari in altri contesti considererebbero imbarazzanti. Ovviamente il corretto funzionamento della procedura è affidato ad un bibliotecario, che fornisce spiegazioni e accompagna i lettori dai propri libri, affinché il dialogo possa poi svolgersi in luogo tranquillo e senza essere disturbato.

A Ferrara la biblioteca vivente è stata già organizzata in passato dal Csv (Centro Servizi Volontariato) e da diverse associazioni (Circomassimo e Ant). Estatebambini, la festa per famiglie allestita presso i giardini dell’acquedotto, quest’anno ha collaborato con il Csv per includerla nei propri spazi. Per chi volesse saperne di più, e magari sfogliare le pagine di qualche libro vivente, la biblioteca sarà aperta sabato 10 e domenica 11 settembre, indicativamente dalle 16:30 alle 18:30.

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