Comacchio
2 Settembre 2011
Bellini: “Gli abbiamo dato una lezione di democrazia”

Carli minimizza la secessione dell’Aventino

di Marco Zavagli | 2 min

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Comacchio. “Dimettermi? Non se ne parla neanche”. Sturaro? “È stato a casa perché aveva il mal di manica”. Minimizza il sindaco Paolo Carli quanto accaduto mercoledì sera quando, all’inizio del consiglio comunale l’intera opposizione è uscita dall’aula facendo mancare il numero legale e provocando così il rinvio automatico della seduta. Undici i consiglieri “ribelli”: quelli di Pd, Rifondazione Comunista, Comacchio Futura, Onda, due consiglieri del gruppo misto e il consigliere pdl Sturaro.

Una secessione dell’Aventino in seguito alla quale Carli non si sente indebolito “Tutti sanno che la maggioranza è fatta di 11 voti. È chiaro che se uno di questi viene meno si va sotto”. Quanto al gesto dimostrativo delle minoranze, “le opposizioni hanno mancato di serietà e di sensibilità politica, perché si dovevano trattare argomenti di interesse per i cittadini e invece hanno preferito agire in modo diverso”.

La questione che ha fatto inalberare metà consiglio viene ricondotta a “un pretesto”: “la rappresentanza in commissione spettava alla Lega, se la Ruffoni emigra nel gruppo misto è chiaro che la divisione viene meno; non si tratta di una carica a vita o di un incarico ad personam, è talmente ovvio…”.

Non la pensa così Gabriele Bellini, che difende le “motivazioni squisitamente democratiche” del gesto: “era stato definito un percorso all’interno di una commissione e chiedevamo un rinvio per poter discutere con i capigruppo la delibera relativa alla composizione della commissione stessa. Carli ha preferito invece agire con un atto di forza, credendo di poter fare quello che gli pare. Noi gli abbiamo dimostrato che non è così”.

La diatriba non promette di concludersi qui, anzi. “Questo è solo l’inizio – incalza i capogruppo Pd – perché in sedici mesi questa maggioranza ha disfatto più di quello che secondo loro noi avremmo disfatto in 65 anni di governo. Basta andare in giro per Comacchio e parlare con la gente per avvertire il clima di totale sfiducia e delusione rispetto alle premesse e promesse iniziali. E non credo che ci sarà un cambio di marcia, perché questo è il valore di questa amministrazione, sotto la quale la nostra città rischia di tornare indietro di trent’anni”.

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