Cronaca
13 Maggio 2011
L’Associazione Prima Difesa scrive a Rai Tre e alla Vigilanza: “Non condizioniamo l’opinione pubblica”

Aldrovandi, “intervista a madre solo dopo l’Appello”

di Marco Zavagli | 2 min

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Rimandare a dopo il processo l’intervista a Patrizia Moretti e la proiezione del film sulla morte di Federico Aldrovandi. È quanto chiede l’Associazione Prima Difesa, nata nel 2009 per difendere i diritti di chi indossa una divisa, in vista dell’intervista alla madre di Federico e al giornalista Filippo Vendemmiati, regista del film documentario “È stato morto un ragazzo”, premiato di recente con il David di Donatello, prevista per domenica 15 maggio nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.

“Riteniamo poco opportuna la coincidenza temporale, visto che l’Appello inizierà il giorno successivo”, spiega la presidente dell’associazione, Simona Cenni, che sarà a Bologna assieme ai propri legali, gli avvocati Eugenio Pini e Costantino Cardiello per difendere in appello due dei quattro poliziotti (rispettivamente Monica Segatto e Luca Pollastri) condannati a tre anni e mezzo per omicidio colposo nel caso Aldrovandi.

“Sono diversi giorni che ci battiamo per far rimandare l’intervista e la proiezione del film (che dovrebbe andare in onda sabato 21 sempre su Rai Tre, ndr) e abbiamo scritto al direttore della rete e alla Vigilanza Rai del Senato. Non avendo ancora notizie in merito, ci auguriamo che democraticamente si arrivi alla decisione più saggia”.

“Non si tratta di impedire a una madre il più che legittimo diritto a parlare di un figlio morto in circostanze tanto drammatiche – aggiunge Simona Cenni –, anzi, chiedo solo che rimandino il tutto alla fine del processo, per permettere all’opinione pubblica di non essere condizionata”.

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