Prosciolto perché incapace di intendere e volere. Massimo Spisani quel 5 luglio 2010, quando accoltellò la compagna Louise Renate Heine Maioli, non era consapevole di quel che faceva. Ha deciso così ieri il tribunale di Ferrara, al termine di un processo che per forza di cose si è basato essenzialmente sulle perizie psichiatriche per valutare l’ipotesi di tentato omicidio.
Già nei giorni successivi al fatto si era intuito che l’ex insegnante di 54 anni, considerato un piccolo genio da chi l’aveva conosciuto negli anni della giovinezza, aveva bisogno di un sostegno medico. La stessa dinamica del ferimento era sembrata scaturire da un raptus di follia piuttosto che da un lucido disegno criminale.
Quel 5 luglio in un appartamento di Via Boiardo a Ferrara tutto nacque perché lui non voleva andare a fare la spesa. E per la convivente, claudicante a una gamba, era difficile uscire di casa e rientrare con le sporte pesanti. È cosi lei aveva insistito perché lui comprasse qualcosa da mangiare. “Io non vado da nessuna parte” è stata la risposta dell’uomo, prima di mettersi a letto (gli agenti lo troveranno infatti ancora in mutande).
Lei, esasperata, aveva detto che sarebbe uscita per trovare qualcuno che le facesse la spesa. Solo allora lui si è alzato. “Tu non vai da nessuna parte”. Queste le parole pronunciate prima di afferrare il coltello. Dopo averla colpita ripetutamente, mentre lei si accasciava, Spisani disse solo “in questi casi si chiama la polizia”, per poi avvicinarsi al telefono.
Da quel momento è stato un susseguirsi di perizie psichiatriche, la detenzione nell’ospedale psichiatrico giudiziario, dove l’uomo si trova tuttora costretto e, infine, la sentenza che dipana ogni dubbio.
I giudici, oltre al proscioglimento, hanno disposto la misura della detenzione in un OPG per almeno 5 anni. “Si cercherà una struttura adeguata ad ospitarlo – aggiunge l’avvocato difensore, Davide Seren -, in attesa dei 60 giorni per la motivazione della sentenza, anche perché l’ultima perizia, consegnata dal dottor Marino Gatti, ne decreta una pericolosità sociale notevolmente diminuita”.
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