Copparo. Violò la corrispondenza della moglie e falsificò la sua firma. E a suo carico ha già una condanna in primo grado per maltrattamenti. La terza sezione della Corte di Appello di Bologna ha confermato ieri la pena a 8 mesi di reclusione per un carabiniere per aver sottratto un assegno inviato a mezzo posta all’ex moglie e averlo poi versato in banca falsificando la firma della stessa.
Il militare, brigadiere in servizio presso la caserma di Copparo, era stato condannato nel gennaio del 2009 già in primo grado per violazione della corrispondenza e falso. I fatti risalgono al luglio del 2003, quando la moglie, in corso di separazione dal marito, aveva scoperto che l’uomo aveva aperto una corrispondenza a lei riservata. La busta, contenente un assegno di 450 euro, intestato alla donna, era stata recapitata presso il domicilio del brigadiere, dove lei aveva ancora la residenza.
Senza nemmeno chiedere il consenso della moglie, il coniuge l’aveva aperta e aveva addirittura versato la somma sul conto comune falsificando la firma del coniuge sull’assegno e sulla distinta di versamento.
Dopo la denuncia della donna, difesa dall’avvocato Claudio Maruzzi e la successiva perizia che confermò la falsificazione, il giudice Silvia Marini condannò l’imputato. Ora l’Appello conferma quella sentenza. Sentenza che ha un precedente, per reato diverso, sempre in primo grado e sempre a carico del carabiniere.
Ma questa volta per un reato ben peggiore. Il 9 marzo del 2010 il tribunale di Ferrara condannò l’uomo a 2 anni e 6 mesi (vai all’articolo) per maltrattamenti in famiglia (questo il motivo per cui non facciamo il nome dell’uomo, per tutelare i figli minorenni). La denuncia della moglie arrivò dopo 15 lunghissimi anni, praticamente dall’inizio del loro matrimonio, di vessazioni fisiche e soprattutto psicologiche. Per questo processo si attende l’esito del secondo grado di giudizio.
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