Ostellato
4 Gennaio 2011
Tre lettere all’Anas e 200 firme, ma il sindaco di Ostellato non ottiene risposta

Svincolo pericoloso, nulla si muove

di Marco Zavagli | 2 min

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Ostellato. Uno svincolo pericoloso, duecento firme e tre lettere. Risultato: zero risposte. È la situazione che si trova a denunciare Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, in riferimento all’uscita Corte centrale sulla superstrada Ferrara-mare.

Per una serie di ragioni, “che vanno dalla poca cura della scarpata e dello svincolo stesso”, come spiega il primo cittadino, si registra “una carenza di visibilità suscettibile di creare disagi all’accesso ed all’uscita dell’arteria stradale ed incidenti anche gravi, come peraltro già successo”.

Un pericolo che riguarda, in modo particolare la rampa d’uscita in direzione Mare, che “viene imboccata a velocità – continua Marchi – e spesso eluso l’obbligo di dare precedenza a chi transita sulla provinciale ed incrocia l’imbocco di uscita della superstrada”.

Per attivare le istituzioni preposte sono state raccolte circa duecento firme da parte di lavoratori residenti in tutti i comuni limitrofi che ogni giorno percorrono quella strada per ragioni professionali, lavorando tutti presso l’area Sipro di San Giovanni di Ostellato. Lo stesso Marchi ha provveduto a farsi portavoce di quel disagio scrivendo tre volte all’Anas, compartimento per l’Emilia Romagna.

Le missive portano le date del 4 e 23 novembre e del 7 dicembre. In tutte il sindaco di Ostellato trasmetteva, con preghiera “di intervento e confronto sul tema”, la richiesta firmata dai cittadini “in ordine alla messa in sicurezza, anche con maggior cura circa gli sfalci e le opportune segnalazioni”, dello svincolo, sottolineando come in quel punto fossero avvenuti già diversi incidenti.

L’ultima lettera è stata inviata per conoscenza anche al ministro per le Infrastrutture e ai presidenti delle Commissioni di Camera e Senato. Ma nulla si è mosso.

“Abbiamo sbagliato interlocutore? – si chiede Marchi -. Sono sufficienti due righe da parte del Compartimento dell’Emilia Romagna che ci dicano che la competenza non è loro, non è dell’Anas”.

In attesa di una risposta, sia negativa che positiva, a Marchi non rimane che far notare con rammarico come “il silenzio a fronte di ben tre lettere inviate da un’amministrazione comunale e supportate dalle firme di tanti cittadini e lavoratori è semplicemente offensivo e dimostra scarsissimo rispetto istituzionale da parte di Anas”.

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