A Ferrara arriva finalmente un assessore sui trent’anni. Luigi Marattin, il suo curriculum parla per lei, ma come farà a dissipare il classico luogo comune del giovane con poca esperienza?
Nell’unico modo che conosco (e l’unico che, da quel che ho capito della vita finora, effettivamente funzioni): con i fatti, cercando di fare del mio meglio, e con poche parole. I cittadini giudicheranno, in piena autonomia.
Per quanto riguarda l’eredità lasciata da Polastri, abbiamo assistito a un valzer di cifre e controcifre tra l’assessore uscente e il consigliere Tavolazzi. La ragione sta nel mezzo o si è trattato di polemica fine a se stessa?
Mi è sembrata una polemica abbastanza inutile. E’come se stessi correndo sulle mura di Ferrara, dalle 17.30 in poi. Ora sono le 19, e vi annuncio che dalle 18 alle 19 ho corso 10 chilometri. Poi arriva uno e mi dice che in realtà ho corso molto di più, perché dalle 17.45 ad ora in realtà i chilometri sono 12. L’assessore Polastri ha inteso comunicare l’andamento del debito nel periodo temporale riferito al pieno esercizio delle sue funzioni, cioè considerando i 43 milioni di nuovi prestiti contratti nel 2004 ma che entrano in ammortamento (e quindi rilevano per la parte corrente) a partire dal 1 gennaio 2005. Altre metodologie di calcolo possono essere ammissibili, ma non riferite all’intervallo temporale a cui si voleva riferire Polastri.
Ad ogni modo rimane tra i cittadini un grande punto interrogativo che riguarda i derivati dexia. E’ in grado di dare una rassicurazione in merito alla presunta perdita che sarebbe in capo all’Amministrazione?
Anche qui è stata fatta molta confusione. Il derivato – sottoscritto nel 2003 e ristrutturato successivamente – è come una polizza assicurativa: mi copre contro il rischio che i tassi di interesse salgano e che si possa così verificare una dannosa impennata della spesa per interessi. Per sfortuna nostra (e del resto del mondo) è arrivata la peggiore crisi degli ultimi 80 anni, e i tassi di interesse – per la prima volta nella storia economica – sono scesi quasi a zero. E’ successo quindi l’esatto opposto dell’evento contro il quale ci eravamo assicurati. E’ come se pagassi una polizza per assicurarmi contro il furto: se mi svaligiano l’appartamento, non ci perdo nulla, anzi vengo risarcito per un valore più alto. Se invece l’evento infausto non si verifica, devo comunque pagare la polizza. Se i tassi fossero saliti, oggi tutti sarebbero qui a lodare il derivato. Detto ciò, si tratta di strumenti molto complessi, che in generale i Comuni italiani hanno adoperato con troppa facilità. E’ mia intenzione svolgere da subito un’indagine molto approfondita sulla questione.
In questi anni si è sempre distinto per posizioni “non schierate” (vedi referendum acqua pubblica e riforma dell’università). Sarà altrettanto facile per lei mantenere una indipendenza di giudizio dall’alto di un ruolo che oltre a tecnico è anche politico?
Faccio parte di una giunta, e quindi di una squadra. Che oltretutto è già molto coesa. E’ così che si giocano le partite vincenti. Guardate il Barcellona, ieri sera. Ha distrutto il Real Madrid giocando con una manovra armonica, coordinata, veloce e unitaria. Come una squadra, e non come un insieme di individui. È così che intendo comportarmi. Detto ciò, sarò sempre orgoglioso delle mie posizioni – come le chiama lei – “non schierate” su tematiche sulle quali sarà possibile esprimere un’opinione personale.
Esulando dalle questioni prettamente ferraresi, il suo partito di appartenenza, il Pd, non sta attraversando uno dei periodi migliori. Caduta l’illusione dell’autosufficienza veltroniana, che l’ha vista tra i più convinti sostenitori, i vertici si stanno guardando intorno in vista di possibili alleanza scaccia-Berlusconi. L’esempio della Sicilia non ha goduto degli applausi dei sostenitori. Come ridare un segno distintivo alla linea democratica?
Le potrei rispondere che sono ancora in attesa di una risposta convincente alla domanda “come mai nel 2008, con Berlusconi al massimo della potenza, abbiamo preso il 34% e ora, con Berlusconi abbandonato da tutti e isolato, facciamo fatica ad arrivare al 24%”? Ma preferisco non pormi più questa domanda, perché anche Veltroni – come tanti altri – fa parte di una classe dirigente alla quale dobbiamo dire infiniti grazie, ma che ha ormai fatto il suo tempo. Per me gli ingredienti sono tre: un progetto politico-culturale che parli a tutta la società italiana (e non ai gruppi sociali che storicamente sentiamo più familiari); un insieme di idee e proposte per cambiare profondamente la società italiana rendendola più libera e più giusta; infine, una classe dirigente nuova che però sappia conquistarsi la leadership dimostrando il suo valore con merito, e non perché qualcuno te la regala.
Parlando di linea generale veniamo alle correnti. Lei viene definito un “liberal”: si sente un post comunista con cravatta e 24ore?
Non sono mai stato comunista per ragioni sia anagrafiche che culturali, ma so riconoscere che mentre il comunismo sovietico ha distrutto vite e speranze, quello italiano ha contribuito a sconfiggere la dittatura prima, e a costruire questa repubblica poi. Riguardo le correnti… sarei felicissimo di costruire nel Pd le stesse correnti che ci sono in tutti i partiti progressisti al mondo: quella socialdemocratica (più legata all’impostazione socialista) e quella liberale. Allora sì che sarebbero espressione di democrazia interna, di confronto appassionato e di stimolo. Temo che invece nel Pd rischino di essere soltanto mezzi per ottenere posti. Pertanto ho deciso di non schierarmi con nessuna corrente.
Il suo lavoro è già stato apprezzato all’interno della holding Ferrara Servizi. Che impostazione darà invece alla filosofia del bilancio comunale?
Ho qualche idea e ho già iniziato a lavorare da un paio di settimane. Ma credo che vada stabilito un ordine preciso. Il bilancio non è l’atto di un assessore, ma di tutta una giunta e del gruppo consiliare. Pertanto è con loro che devo confrontarmi, prima di tutto. Una volta condivisa l’impostazione, cercherò opinioni e consenso dalle parti sociali, tutte. Solo dopo voi giornalisti lo verrete a sapere. Una cosa è certa, tuttavia. Dobbiamo metterci in testa che ci sono spese che non possiamo più permetterci. Non è scelta politica, non è impostazione culturale. È, purtroppo, semplice aritmetica.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com