Politica
21 Novembre 2010
Tavolazzi torna ad attaccare la politica di bilancio della giunta comunale

I conti non tornano

di Marco Zavagli | 3 min

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“I conti presentati dalla giunta comunale non sono attendibili”. Torna sulla diatriba relativa alla manovra di assestamento del bilancio Valentino Tavolazzi che, dopo aver confutato le affermazioni di Roberto Polastri (vai all’articolo), ora piccona i circa 6 milioni di euro che secondo l’assessore servirebbero per far quadrare i conti (leggi).

Secondo il consigliere di Progetto per Ferrara mancherebbero all’appello 2,5 milioni di euro da oneri di urbanizzazione, che la giunta aveva stimato in 9,4 milioni a fronte di 7,5 milioni nel 2009. “Ppf non fu solo a segnalare quella previsione pompata – vanta l’ex city manager -. Rilievi furono mossi anche dal collegio dei revisori, in merito all’utilizzo al 75% (aliquota massima finora consentita dalla legge) di tali entrate, allo scopo di finanziare spese correnti. Nel 2011 ciò non sarà più consentito”.

Non solo. “In cassa mancano anche 500 mila euro di multe e 700 mila euro di minori entrate cosiddette “economiche”, quali addizionale e compartecipazione Irpef, addizionale energia elettrica, imposta pubblicità, Cosap. Anche questo risultato era stato ampiamente previsto da Ppf in sede di bilancio. In compenso è aumentato il salasso Ici per 1,25 milioni, di cui solo la metà riconducibile al virtuoso recupero dell’evasione”.

A fronte di minori risorse disponibili, Tavolazzi gira il coltello nella piaga del fantomatico “piano neve”, che lo scorso inverno si trasformò in un grosso flop organizzativo. Quella gestione dell’emergenza neve ha registrato un aumento di spesa di 408 mila euro, “fatto scandaloso se rapportato ai danni subiti dai cittadini. Solo Hera ne ha beneficiato, con un ricavo più che doppio rispetto a quello previsto a bilancio 2010. L’azienda infatti aveva svolto il servizio in economia senza gara, con un costo fisso previsto in 200 mila euro ed uno aggiuntivo a piè di lista, in caso di nevicata. Il tutto senza clausole contrattuali per prezzi unitari e modalità di controllo”.

Idem per il contratto di pubblica illuminazione (sempre stipulato con Hera), “non sottoposto a tagli – rincara la dose Tavolazzi -, benché la somma stanziata per il 2010, pari a 5,7 milioni oltre a 800 mila euro di manutenzione, fosse stata da tutti riconosciuta esagerata. Per l’illuminazione pubblica il Comune nel 2000 spendeva 1,4 milioni”.

La disamina non finisce qui. Nel pallottoliere finiscono anche i 3,1 milioni di tagli operati dalla giunta per far tornare i conti del 2010, “tra i quali troviamo invece 209mila euro di minori manutenzioni stradali e 267mila euro tolti al fondo oscillazione tassi di interesse, che erano stati accantonati dietro suggerimento del collegio dei revisori per compensare le perdite del derivato Dexia”.

E su questa tenutissima voce il capogruppo di Ppf torna a spendersi, segnalando che “lo strumento di finanza creativa costerà ai cittadini 1,1 milioni di euro nel 2010 e 730 mila euro nel 2011 (previsioni ufficiali del Comune). La bufala diffusa dalla giunta, che tali uscite sarebbero compensate dal minor esborso di interessi per i mutui a tasso variabile, si scontra con il fatto che quest’ultimo risparmio è assolutamente indipendente dal derivato”.

E dopo quella che definisce la “falla swap”, Tavolazzi torna sull’entità del debito, non discostandosi dalla sua conclusione: “al primo gennaio 2010 ammontava a 152 milioni di euro, dopo aver estinto o ridotto mutui per 42 milioni nel periodo 2004-06, grazie soprattutto alla svendita di Agea ad Hera. Nel 1999, quando Sateriale mise piede in Comune, il debito ammontava a 122 milioni di euro. In compenso restano bloccati gli investimenti per nuove opere pubbliche e nulla è stato fatto per smobilizzare le azioni Hera, allo scopo di abbattere l’indebitamento (costo previsto per 2010 pari a 18 milioni euro). Progetto per Ferrara lo aveva proposto in febbraio, con emendamenti al bilancio preventivo 2010, regolarmente bocciati da sindaco, giunta, Pd e alleati”.

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