Cronaca
5 Settembre 2023
In un video pubblicato su Facebook parla Natalino Buzzi, padre del 42enne ucciso: "Non cerco vendetta, ma vi auguro la morte e tutti i mali che esistono negli ospedali. Lo avete squartato come non si fa neanche con un'anguilla, non venite a chiedere scusa"

Omicidio Big Town. Il padre di Buzzi: “Quel bar non lo riaprirete mai più”

di Davide Soattin | 4 min

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Quel bar lì non lo riaprirete mai più“. È questo l’avvertimento che, in un video pubblicato sul proprio profilo Facebook, nella mattinata di lunedì 4 settembre, Natalino Buzzi, padre di Davide Buzzi, il 42enne ucciso al Big Town di via Bologna, ha lanciato a Mauro Di Gaetano, 41enne titolare del locale, e a suo papà, il 69enne Giuseppe Di Gaetano, che ora si trovano in stato di fermo nel carcere di via Arginone con l’accusa di omicidio e tentato omicidio.

Non sono stato un padre esemplare. Ne ho combinate, ne ho fatte, ho fatto il buttafuori, ho dato botte e ne ho ricevute – ha esordito – ma non ho mai ammazzato nessuno, come avete fatto voi con un ragazzo di 42 anni, un gigante. Anche lui avrà avuto le sue colpe, non si è comportato bene, vi è venuto a minacciare perché gli è morto il figliastro, perché voi non avete chiamato il pronto soccorso subito ma ve ne siete fregati. E per questo lui se l’è presa tanto. Vi è venuto a minacciare e voi avete chiamato i carabinieri. Avevate così tanta paura”.

In realtà però, stando a quanto si apprende, nei giorni scorsi, Mauro Di Gaetano ha rigettato l’accusa che aleggia come ipotesi della furia di Buzzi nei suoi confronti e a cui fa riferimento l’uomo nel video, quella di non aver chiamato tempestivamente i soccorsi dopo che Edoardo Bovini (il figliastro e il cugino degli aggressori) si era sentito male nel suo bar: lui quella sera era nel suo locale di Modena.

“Quando mio figlio è venuto lì davanti (al locale, ndr) ed è entrato – ha aggiunto Natalino Buzzi, tornando alla tragica sera del 1° settembre – non gli avete dato il tempo. Eravate preparati con coltelli, bottiglie e una chiave inglese e non gli avete nemmeno dato il tempo di entrare che lo avete ammazzato. Siete stati bravi“.

Anche in questo caso, secondo fonti investigative, però, i fatti si sarebbero svolti in maniera diversa: Davide Buzzi e Lorenzo Piccinini (il 20enne cugino di Bovini, che oggi è ricoverato a Cona dopo l’aggressione, ndr) sarebbero entrati nel locale e, ancor prima di appoggiare la tanica di benzina sul bancone, avrebbero iniziato ad aggredire per primi padre e figlio, che poi avrebbero risposto immediatamente in maniera altrettanto violenta.

Buzzi ha proseguito: “Non cerco vendetta. Vi verrò vedere al processo, in faccia. Avete rovinato delle famiglie, avete rovinato le vostre, state bene adesso? Dov’è morto il figliastro, ora è morto anche mio figlio. Ma ricordatevi una cosa, quel bar lì non lo riaprirete mai più. Perché se lo riaprirete verrò io davanti al bar con la foto di mio figlio, a dire che qui è dove è stato ucciso. Vi pianto una tenda davanti al bar se lo aprite. Lo avete squartato come non si fa neanche con un’anguilla. In faccia, nel collo, dappertutto (piange, ndr). Speriamo che questa giustizia faccia il suo corso. Non provateci a venire chiedere scusa, non pensateci neanche”.

“Neanche io – ha affermato – sono uno stinco di santo e chissà se un giorno ci troveremo in carcere insieme. Io vi voglio vedere a processo, così come voglio vedere tutti gli amici di mio figlio mentre vi guardano in faccia. Mio figlio è venuto a minacciarci e voi vi siete preparati, ma non c’eravate solo voi due per buttare giù mio figlio che era 130 chili. C’erano altre persone e salteranno fuori“. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, però, gli inquirenti confermano che all’interno del locale, durante la colluttazione, ci sono solamente Davide Buzzi, Lorenzo Piccinini, Mauro e Giuseppe Di Gaetano, mentre i clienti che si trovavano lì in quel momento sono immediatamente fuggiti tutti.

Il padre della vittima ha concluso: “Meno male che è sopravvissuto l’altro ragazzo (Lorenzo Piccinini, ndr) e non vedo l’ora di sentire la sua versione. Spero che adesso, dove siete, ci rimaniate a vita. Lo spero proprio. Come spero un giorno di venirvi a trovare in carcere. Non vi preoccupate, ci prenderemo un bel caffè insieme”.

Ad accompagnare il videomessaggio ci sono commenti di familiari, amici e conoscenti. Alcuni di questi promettono vendetta. “La vendetta la cercheremo noi per te, giuro” scrive un uomo, che poi fa sapere di volersi informare per cercare di capire in quale sezione del carcere si trovano i due uomini in stato di fermo: “Adesso scriviamo dentro, ma sicuramente saranno già isolati”. “Chi semina vento raccoglie tempesta” scrive qualcun altro, mentre un amico invece richiama la biblica legge del taglione e commenta “Occhio per occhio, dente per dente“, quasi a promettere un nuovo regolamento di conti nei confronti di padre e figlio, oggi in carcere, in attesa della convalida dell’arresto che si terrà questa mattina (5 settembre).

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