Ostellato
3 Maggio 2023
I fatti sarebbero avvenuti tra dicembre 2017 e maggio 2020 tra Ferrara e Ostellato. L'imputato ha scelto il rito abbreviato, mentre la vittima e un'altra ragazza saranno parti civili nel processo

Diffuse il video intimo di una ragazza non cosciente, a processo per violenza sessuale e revenge porn

di Davide Soattin | 2 min

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In almeno tre occasioni avrebbe diffuso i video intimi di una ragazza, senza ottenerne il consenso, dopo averla stuprata. Dovrà rispondere dei reati di revenge porn e violenza sessuale S.A., 26enne di nazionalità pakistana, oggi detenuto presso il carcere di via Arginone, per una serie di fatti che sarebbero avvenuti tra dicembre 2017 e maggio 2020 tra Ferrara e Ostellato.

L’indagine nei suoi confronti, però, è partita dalla denuncia per stupro e atti persecutori da parte di una seconda giovane vittima, che ha poi portato a scoprire l’altro, precedente, episodio di violenza nei confronti della ragazza, le cui immagini sono state trovate dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Ferrara analizzando sia il computer che i telefoni cellulari sequestrati all’indagato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la prima violenza sarebbe avvenuta il giorno del capodanno 2017, ed è ipotizzata sulla scorta delle immagini e dei video conservati dall’uomo, che ritraevano una ragazza non cosciente. In almeno tre occasioni almeno avrebbe diffuso, senza il consenso della vittima, i suoi video intimi.

La stessa, che frequentava il ragazzo, si è riconosciuta nei video e nelle foto e ha confermato agli inquirenti di non ricordare quell’episodio: per questo ha sporto denuncia. La seconda violenza sarebbe stata accompagnata anche da stalking nei confronti della vittima durate circa un anno.

Sulla base di questi elementi, e considerando che vi fosse un concreto pericolo di fuga, i carabinieri eseguirono inizialmente il fermo del 27enne ordinato dal pubblico ministero. Il gip, qualche giorno dopo, aveva commutato la misura custodiale in un più blando obbligo di dimora. A questo provvedimento si era poi opposto il pm Andrea Maggioni, che aveva presentato appello, ottenendo, lo scorso 13 ottobre, il ripristino della custodia in carcere, dove ora attende il processo a suo carico.

A tal proposito, ieri (martedì 2 maggio), durante l’udienza preliminare in tribunale a Ferrara, davanti al gip Carlo Negri, l’imputato, tramite il proprio legale difensore, l’avvocato Eleonora Baldi, ha scelto il rito abbreviato, mentre le due vittime, due ragazze classe 1998 e 1999, si sono costituite parti civili nel processo che inizierà il 17 ottobre.

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