Comacchio
19 Aprile 2023
L'uomo, un 31enne comacchiese, era recluso nel carcere di via Arginone. Ieri la decisione del gip in attesa del processo fissato per il 19 ottobre

Finisce agli arresti domiciliari il presunto stupratore seriale dei lidi

di Davide Soattin | 3 min

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Comacchio. In attesa del processo a suo carico, che si aprirà il 19 ottobre davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Ferrara, ieri (martedì 18 aprile), il gip Danilo Russo ha disposto i domiciliari per E.M., il 31enne comacchiese fino a oggi recluso nel carcere di via Arginone, dopo che nell’estate 2022 venne arrestato con l’accusa di aver violentato, in tre occasioni, alcune giovani turiste ai lidi ferraresi.

Il primo episodio risale allo scorso 17 maggio, quando una giovane turista fu aggredita da uno sconosciuto al Lido degli Scacchi, nel retro della spiaggia Jacaranda. Qui stava passeggiando con il proprio cane. Nelle orecchie gli auricolari per ascoltare musica. Lo sconosciuto la prese alle spallee, dopo averla bloccata, cercò di violentarla. La vittima riuscì a liberarsi un attimo dalla presa dell’aguzzino, e cercò di scappare. Ma lui la raggiunse e la immobilizzò contro un albero. Solo le urla disperate della ragazza riuscirono a farlo smettere. Mollata la presa, l’uomo fuggì nella boscaglia. I carabinieri raccolsero la descrizione dell’uomo, anche se aveva agito con il volto coperto: corporatura, possibili segni particolari, vestiario.

Il secondo episodio risale al 3 luglio, questa volta a Lido delle Nazioni. La vittima aveva appena 13 anni. Era una turista tedesca. Anche lei stava passeggiando in pineta. Venne aggredita e trascinata nella boscaglia dallo sconosciuto. Lui le tolse i vestiti e la palpeggia. Al termine della violenza, la giovanissima vittima riuscì a divincolarsi e scappa con i vestiti strappati verso il bungalow dei genitori, che danno l’allarme. Nella lotta contro lo stupratore la tredicenne aveva riportato contusioni e verrà medicata presso il pronto soccorso pediatrico di Cona.

In questo caso, oltre alla descrizione dell’aggressore, gli investigatori sequestrarono gli indumenti della giovanissima vittima ed eseguirono dei tamponi sulla sua pelle, per raccogliere eventuali tracce genetiche lasciate dall’uomo. Tutti i reperti vennero inviati al Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) di Parma, per l’estrapolazione di profili genetici.

Pochi giorni dopo avviene il terzo episodio. Era il 31 luglio, a Lido di Spina. Una turista italiana di 24 anni venne assalita alle spalle mentre, nel retrospiaggia, stava raccogliendo delle more dai rovi. In questo caso l’uomo. La reazione della ragazza fu decisa: riuscì ad allontanarlo e iniziò a urlare chiedendo aiuto, al punto che lo stupratore decide di fuggire, in sella ad una mountain bike.

La ragazza vide sopraggiungere alcune persone in suo aiuto e inseguì l’aggressore, riuscendo ad afferrarlo per il collo della maglietta, che si strappò. Anche in questo caso i carabinieri, oltre a raccogliere le dichiarazioni e le descrizioni della vittima e dei testimoni, prelevarono dei repertigenetici sotto le unghie della vittima che vennero inviati al Ris di Parma.

Le indagini dell’Arma, coordinate dalla procura della Repubblica di Ferrara, portarono così a circoscrivere i sospetti intorno a un operaio della zona, appassionato cicloamatore che, per aspetto e caratteristiche fisiche, corrispondeva alla descrizione fornita dalle vittime.

Dagli ulteriori accertamenti sulle celle che agganciarono i cellulari, gli inquirenti verificarono che l’uomo era effettivamente presente nelle zone dove aveva colpito lo stupratore nel momento stesso delle aggressioni. I carabinieri di Comacchio sequestrarono gli indumenti dell’uomo e prelevarono il suo Dna.

Le vittime, oltre a riconoscere nell’indagato la persona che le aveva aggredite, riconobbero anche i capi di abbigliamento che indossava in quel momento la persona che le aveva aggredite. Ulteriore conferma dei sospetti arrivò dagli esiti delle comparazioni dei profili genetici estrapolati dal Ris. Il Dna del 31enne era presente sul corpo e sugli indumenti di almeno due delle vittime.

 

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