Andrà a processo B.M., 30enne di nazionalità bulgara, accusato di violenze sessuali continuate e aggravate nei confronti di un ragazzo che all’epoca dei fatti era minorenne, per una serie di fatti avvenuti nel Ferrarese tra gennaio e ottobre 2016.
Secondo il pm Lisa Busato, dopo averla adescato online, con violenza, l’uomo avrebbe costretto la vittima a subire ripetutamente atti sessuali, che avrebbe anche dovuto filmare, minacciandolo di ritorsioni nei confronti dei familiari, qualora non avesse ubbidito alle sue richieste.
L’accusato non sarebbe nuovo a questo tipo di episodi, dal momento che nel 2021 era già stato condannato in primo grado dal tribunale di Venezia a 2 anni e 4 mesi di reclusione per il reato di violenza sessuale continuata su minore, tentata violenza sessuale su altri ragazzini, sostituzione di persona e detenzione e scambio di materiale pedopornografico risalenti al 2017.
In quel frangente, il giudice ne aveva riconosciuto la continuazione con la pena confermata in Cassazione (per gli stessi reati) a 6 anni, 6 mesi e 20 giorni per un totale di quasi nove anni di carcere, essendo stati accorpati alcuni fatti contestatigli nel 2015 a danno di tre minorenni – due raggiunti su Facebook sotto falso nome, il terzo adescato in discoteca – costretti a compiere e a subire atti sessuali, sempre dietro minaccia.
A far partire le indagini, in quell’occasione, fu la denuncia della famiglia di uno di loro, con gli inquirenti che trovarono nei due telefoni dell’uomo quasi 2mila immagini e video di minori in atti sessuali.
Alla fine, il 30enne venne rinviato a giudizio con quattordici capi di imputazione. Tre violenze sessuali su minori, altre tre tentate e altri otto tipi di reati, tra cui violenza privata e produzione, detenzione e scambio di materiale pedopornografico per un totale di 9 anni di reclusione in primo grado, poi ridotti in Corte d’Appello a 6 anni, 6 mesi e 20 giorni, come confermato dalla Cassazione, oltre che al pagamento di un risarcimento di quasi 40mila euro nei confronti delle vittime.
Ieri (giovedì 13 aprile) si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Danilo Russo, con cui è stato fissato l’inizio del processo a carico del sospettato, che il 10 ottobre prossimo, davanti al giudice Piera Tassoni, dovrà rispondere nuovamente delle accuse nei suoi confronti.
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