Incidente sulla Ferrara-Mare, 59enne muore dopo lo schianto
Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
Un intervento nato da una segnalazione per tre cani lasciati liberi si è trasformato in una situazione di grande tensione, con l’arresto di un pluripregiudicato accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a pubblico ufficiale
L’incidente poco dopo le 17 lungo via Decimo Bottoni a Ponte San Pietro. Il giovane, cosciente all’arrivo dei soccorsi, avrebbe perso il controllo del mezzo senza coinvolgere altri veicoli
I Carabinieri esaminano i filmati registrati vicino al santuario e le impronte lasciate durante il raid. Il sindaco di Argenta: "Non ci sono parole per commentare un simile gesto"
L'incidente è avvenuto poco dopo le 9.30 tra gli svincoli di Cona e Gualdo, in direzione Comacchio. Tratto temporaneamente chiuso per consentire i soccorsi e la messa in sicurezza
Schiaffi, spintoni e calci alla moglie e ai tre figli, ma anche offese e minacce di morte. La più pesante, quella di gettarli giù dal balcone di casa. A volte usando un coltello, altre un bastone, altre ancora un ferro da stiro.
Per questi eventi, avvenuti tra il 2011 e la fine del 2018 a Cento e poi a San Matteo della Decima, in provincia di Bologna, un uomo di 49 anni di nazionalità pakistana era stato chiamato a rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e non solo.
A suo carico, infatti, la Procura della Repubblica – pm Lisa Busato – aveva poi contestato anche le lesioni personali aggravate nei confronti della moglie, pakistana di 54 anni, per cui si era resa necessaria una visita al pronto soccorso dove, il 12 agosto 2018, le avevano riscontrato delle contusioni guaribili in cinque giorni.
Ieri (giovedì 6 aprile) però le accuse nei suoi confronti sono tutte cadute. Sentiti davanti al tribunale collegiale infatti, i familiari – parti offese nel processo – hanno tutti ritirato le loro denunce, con il sostituto procuratore che – durante la propria requisitoria – ha per questo motivo chiesto la non procedibilità per la remissione delle querele.
Al termine dell’udienza, la sentenza del tribunale ha così decretato il proscioglimento dell’uomo.
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