L'avvocato soddisfatto per l'assoluzione di Nicola Minarelli: "È stata una guerra tra poveri, dove il sindaco è stato un vaso di terracotta in mezzo a delle istituzioni che avevano la massima competenza"
Incendio al poligono. Anselmo: “Processo iniziato nei confronti dell’imputato sbagliato”
Andrà davanti ai giudici della Corte d'Appello di Bologna il caso della dottoressa Chiara Compagno, 55 anni, che lo scorso dicembre - in primo grado - aveva patteggiato due anni di carcere, con pena sospesa, per l'inchiesta Red Pass
Violento sinistro stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze, a Pontelagoscuro dove, poco dopo le 8 di giovedì 26 marzo, una Volkswagen Tiguan e una BMW i3 si sono scontrate lungo corso del Popolo, a poche centinaia di metri dal centro della frazione
Hanno rubato il telefono a un minorenne, costringendolo a consegnare 60 euro per averlo indietro. Protagonisti della vicenda due giovani ferraresi: un 21enne che, dopo le indagini dei carabinieri, è stato denunciato a piede libero per estorsione, e un complice su cui attualmente i militari stanno svolgendo gli accertamenti utili all'identificazione
Davide Bergamini risponde alle parole degli avvocati che difendono i ricorrenti al difensore civico dell’Emilia Romagna in merito alle presunte irregolarità nella riscossione delle concessioni cimiteriali
Non più lesioni personali aggravate, ma omicidio preterintenzionale. È la nuova accusa formulata nei confronti di un 23enne ferrarese, a processo per la morte del nonno di 83 anni, arrivata dopo quasi un anno di agonia dal giorno in cui, durante una violenta aggressione domestica, l'anziano aveva riportato gravi ferite per le botte rifilategli proprio dal nipote
“È stato un processo che è iniziato nei confronti dell’imputato sbagliato“. È questa la lettura di Fabio Anselmo, legale difensore, insieme a Carlotta Gaiani e Bernardo Gentile, di Nicola Minarelli, l’exsindaco assolto per l’esplosione del poligono di Portomaggiore, avvenuta il 10 gennaio 2016, e che costò la vita a tre persone.
L’avvocato si spiega meglio: “Posso esprimere solidarietà e dispiacere per i morti, ma non è colpa nostra se l’azione penale è stata esercitata nei confronti della persona sbagliata. È stata una guerra tra poveri, dove il sindaco è stato, in fin dei conti, un vaso di terracotta in mezzo a delle istituzioni che avevano la massima competenza”.
Per affermare ciò, Anselmo riprende la testimonianza resa da Antonio Sbordone, ex questore di Ferraraquando, sentito in udienza lo scorso luglio, alle “nostre domande – racconta il legale – disse «era competenza nostra controllare, non mi spiego perché non sia stato fatto».Mi chiedo, quindi, il sindaco, poveretto, che responsabilità abbia“.
L’avvocato prosegue: “Abbiamo anche identificato un tema non irrilevante, che è quello del nesso causale, ossia che quelle norme non avrebbero garantito l’evitabilità dell’esplosione perché si usavano dei calibri che erano vietati nel modello nobile di riferimento che era il tiro a segno nazionale“.
E fa un esempio tristemente attuale: “Si sparava con i kalashnikov che avevano gli stessi calibri che vengono usati dai militati russi nella guerra in Ucraina. Noi lo abbiamo accertato e non mi si può dire che siano calibri depotenziati perchè non credo che i militari russi usino calibri depotenziati contro gli ucraini”.
“Si sparava lì – conclude – perché era vietato nel tiro a segno nazionale a Lugo, che è il modello di riferimento che i consulenti della Procura hanno utilizzato come paragone, dove non era invece permesso farlo perché pericoloso. A Lugo quei calibri utilizzati a Portomaggiore li avevano proibiti proprio per il rischio di evitare il concretizzarsi del pericolo che si è purtroppo verificato nella tragedia”.
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