Attualità
4 Novembre 2026
Dall'accesso agli atti di Marzia Marchi emerge l'accordo tra Ferrara Expo e Big Events di Fabio Marzola. La cifra riguarda quattro mesi di utilizzo dell'area, non il solo evento dei supporter di Trump. Restano da chiarire i costi effettivi della serata

Raduno Maga, cosa racconta il contratto da 15mila euro per la Palax Arena

di Redazione | 5 min

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Un contratto da 15mila euro, firmato il 28 settembre, per la disponibilità dell’area della Palax Arena fino alla fine di febbraio 2027. È quanto emerge dalla documentazione trasmessa da Ferrara Expo in seguito all’accesso agli atti presentato dalla consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi, che aveva chiesto chiarimenti sulle condizioni economiche e sulle autorizzazioni relative al primo raduno nazionale Maga, in programma giovedì 5 novembre alla Fiera di Ferrara.

A sottoscrivere l’accordo sono stati il presidente di Ferrara Expo, Andrea Moretti, e Fabio Marzola, rappresentante della Big Events Srls, società con sede a Occhiobello. Marzola è un nome già noto nel panorama degli eventi cittadini: è infatti anche presidente dell’associazione musicale Butterfly, organizzatrice del Ferrara Summer Festival.

Il documento chiarisce innanzitutto la natura del rapporto economico. Ferrara Expo ha concesso a Big Events la disponibilità di una porzione dell’area esterna del quartiere fieristico, lato Bologna, occupata dalla tensostruttura denominata Palax Arena, che viene gestita dalla stessa Big Events.

Il contratto, valido dal primo novembre 2026 al 28 febbraio 2027, prevede un corrispettivo forfettario di 10mila euro per la disponibilità dell’area e la permanenza della struttura, ai quali si aggiungono 5 mila euro per gli eventi approvati nello stesso periodo, oltre Iva se dovuta. La cifra complessiva di 15mila euro non rappresenta quindi il costo del solo raduno Maga, ma quello dell’accordo relativo a quattro mesi di utilizzo. Gli importi, inoltre, non comprendono una serie di spese, tra cui utenze, pulizie, personale, sicurezza e servizi aggiuntivi, che restano a carico dell’organizzatore o vengono fatturati separatamente.

È proprio su questo punto che rimane aperta una delle questioni principali. Nella risposta inviata il 30 ottobre, Moretti precisa che Ferrara Expo non organizza la manifestazione e non ne determina il prezzo o le condizioni economiche, sottolineando che il corrispettivo concordato remunera la disponibilità complessiva delle aree concesse a Big Events.

Se dalla risposta di Ferrara Expo emerge che è Big Events a organizzare la manifestazione del 5 novembre, resta invece da chiarire quali accordi economici siano intercorsi tra la società e i promotori del raduno, Gianmarco Landi e Andrea Colombini, e quale sia il costo effettivo della convention. Non sono inoltre presenti fatture o attestazioni di pagamento che consentano di verificare l’effettivo versamento dei 15 mila euro. Per la prima quota da 10 mila euro, il contratto prevedeva il pagamento prima della decorrenza del primo novembre, salvo un diverso accordo scritto.

L’istanza presentata da Marchi il 29 ottobre chiedeva, oltre alla documentazione contrattuale e alla verifica della congruità delle tariffe applicate, anche la pratica depositata allo Sportello unico per le attività produttive, comprensiva delle planimetrie dell’allestimento, e i verbali della Commissione di Vigilanza sui locali di Pubblico spettacolo. Ferrara Expo ha trasmesso il contratto, ma per gli altri documenti ha rinviato agli uffici comunali competenti.

Nella stessa comunicazione, la società ha ribadito la propria natura privatistica e contestato l’applicabilità del diritto di accesso consiliare richiamato da Marchi, precisando di aver fornito il materiale per scelta volontaria e collaborativa. Una posizione che pone la questione dei limiti del diritto di accesso dei consiglieri comunali agli atti delle società partecipate, considerato che il Comune di Ferrara detiene, attraverso Ferrara Tua, una partecipazione indiretta del 30,14% nella società fieristica.

Un elemento particolarmente significativo emerge però dall’allegato A al contratto, intitolato “Programmazione proposta degli eventi”. Tra le manifestazioni elencate compare, alla data del 5 novembre, soltanto la dicitura ‘Convention’, con orario dalle 17 all’una di notte.

Nessun riferimento al movimento Maga, all’associazione Italiani con Trump o ai promotori del raduno. Non solo: è lo stesso allegato a precisare che si tratta di “date in corso di pianificazione comunicate dall’Organizzatore” e che “il presente calendario non costituisce approvazione generale degli eventi”. L’inserimento della convention nel programma, dunque, non equivale alla sua approvazione, per la quale il contratto prevede un passaggio successivo e specifico.

L’articolo 3.1 stabilisce infatti che Big Events debba trasmettere il calendario e richiedere l’approvazione di ciascuna manifestazione almeno quindici giorni prima, indicando programma, date, orari, allestimento, capienza, responsabili e servizi necessari. Per il raduno del 5 novembre, il termine ordinario sarebbe quindi scaduto il 21 ottobre. 

Il contratto consente tuttavia a Ferrara Expo di accettare espressamente un preavviso inferiore, precisando che il silenzio non vale come assenso e che l’approvazione contrattuale deve risultare da una specifica ‘Scheda Evento’ sottoscritta dalle parti. Un documento che non compare tra quelli trasmessi in risposta all’accesso agli atti di Marchi. Non è quindi possibile stabilire quando sia stata formalmente approvata la convention, né se sia stato eventualmente concordato un preavviso ridotto. L’assenza della scheda dalla documentazione ricevuta, va precisato, non dimostra che questa non esista.

A rendere ancora più interessante la ricostruzione è la successione temporale degli avvenimenti. Il contratto sottoscritto il 28 settembre, nella versione trasmessa agli atti, contiene un allegato con una generica ‘Convention’. Nel frattempo, ancora il 21 ottobre Gianmarco Landi lamentava sui social difficoltà nel trovare una sede per il raduno, sostenendo che una struttura ferrarese, senza specificare quale, avesse richiesto “una cifra esorbitante, 3-4 volte il valore di mercato”. Nello stesso messaggio riferiva anche del passo indietro di una struttura modenese. Soltanto il giorno successivo, sarebbe arrivata la conferma della disponibilità della sede ferrarese. Il raduno alla Palax Arena è stato poi annunciato pubblicamente il 26 ottobre.

Resta infine da verificare la configurazione autorizzata della Palax Arena per il 5 novembre. Gli organizzatori hanno annunciato una capienza massima di 4.999 partecipanti, con circa 2mila-2.500 posti a sedere, per un appuntamento che comprenderà il dibattito costituente dell’associazione Italiani con Trump, una cena e, successivamente, un concerto con musica da ballo. Proprio la compresenza di attività differenti rende rilevante la documentazione tecnica richiesta da Marchi, in particolare le planimetrie, i titoli autorizzativi e le eventuali prescrizioni della Commissione di Vigilanza. La mancata presenza di questi atti fra i documenti trasmessi da Ferrara Expo non dimostra che le autorizzazioni siano assenti, ma lascia ancora incompleta la ricostruzione delle procedure seguite.

A pochi giorni dall’appuntamento, la documentazione consente quindi di individuare il soggetto che ha ottenuto la disponibilità dell’area e le condizioni economiche generali dell’accordo con Ferrara Expo, senza chiarire tuttavia quanto costerà effettivamente la convention ai suoi promotori.

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