Politica
2 Novembre 2026
Il segretario del Partito democratico di Comacchio invita la segreteria provinciale ad aprire subito un confronto nei circoli su pace, lavoro, diritti e giustizia sociale. "Troppo spesso ci preoccupiamo di chi deve rappresentare il partito e troppo poco di chi il partito dovrebbe rappresentare"

Farinelli scuote il Pd ferrarese: “Basta parlare di poltrone, ascoltiamo le piazze”

di Redazione | 3 min

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Le piazze si riempiono, soprattutto di giovani, mentre il Partito democratico rischia di continuare a parlare soprattutto di sé, tra congressi, candidature ed equilibri interni. È una critica rivolta al Pd ferrarese, ma anche un invito a cambiare passo, quella lanciata da Michele Farinelli, segretario del Partito democratico di Comacchio, che chiede alla dirigenza provinciale di aprire immediatamente una discussione politica dentro i circoli e fuori dalle stanze del partito.

Il punto di partenza sono le recenti manifestazioni, con una partecipazione significativa di giovani e cittadini. “I giovani ci sono. Siamo noi che troppo spesso non ci siamo”, osserva Farinelli, sottolineando come non bastino campagne elettorali costruite per intercettarli o manifestazioni di entusiasmo sui social. La richiesta, secondo il segretario comacchiese, è quella di ascoltare le nuove generazioni e dare loro ragioni concrete per sentirsi rappresentate.

Le priorità, scrive, sono già evidenti: “Basta guerre, basta miliardi agli armamenti mentre mancano risorse per salari, scuola, sanità e casa”. Da qui la domanda rivolta al proprio partito: “Serve davvero un congresso per capire che queste dovrebbero essere le priorità della politica progressista?”.

Farinelli punta il dito soprattutto sulla distanza tra le reazioni dei dirigenti alle mobilitazioni e la capacità di tradurre quelle istanze in una discussione politica interna. “Siamo bravissimi a commentare ciò che accade fuori dal partito. Molto meno a trasformarlo in una discussione politica vera dentro il partito”, afferma, mettendo in guardia dal rischio di limitarsi ad applaudire le piazze per poi tornare a occuparsi delle dinamiche interne.

La proposta è rivolta direttamente al segretario provinciale del Pd di Ferrara, alla segreteria e a tutti gli organismi dirigenti: avviare subito un confronto in ogni circolo della provincia, coinvolgendo iscritti, simpatizzanti e cittadini. A ciascun circolo viene chiesto di elaborare un documento pubblico sui temi della pace, del lavoro, dei diritti e della giustizia sociale. Dai contributi dovrebbe poi nascere una posizione politica provinciale condivisa, da sottoporre agli alleati e ai livelli superiori del partito.

Un percorso che, nelle intenzioni di Farinelli, non dovrà tradursi nell’ennesimo documento preparato da pochi dirigenti, ma in un confronto reale e dal basso. Anche perché il calendario politico non concede molto tempo: “Il 2027 è alle porte. Le elezioni politiche si avvicinano”, ricorda, invitando il Pd a non arrivare ancora una volta all’ultimo momento con programmi costruiti per tenere insieme gli equilibri interni anziché rappresentare le persone.

Il messaggio finale è un richiamo all’identità e alla funzione stessa del partito: “Troppo spesso ci preoccupiamo di chi deve rappresentare il partito e troppo poco di chi il partito dovrebbe rappresentare. E poi ci domandiamo perché perdiamo credibilità”.

Da qui l’appello conclusivo ai dirigenti e ai militanti: “Non servono altri applausi alle piazze. Serve riportare la politica nei circoli e i circoli dentro la società”. Perché, conclude Farinelli, le piazze stanno già parlando. La questione è capire se il Pd abbia ancora il coraggio di ascoltarle.

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