Il senatore ed ex ministro della cultura Dario Franceschini è tornato nella sua Ferrara e lo ha fatto per presentare il suo nuovo romanzo, La fiuma, pubblicato dalla Nave di Teseo nelle scorse settimane.
L’evento ha rappresentato, per l’autorevole esponente del Partito democratico, la sua prima uscita pubblica in città dopo l’annuncio – dato in esclusiva al Corriere della Sera l’agosto scorso – di essere affetto da Parkinson.
Teatro dell’evento, che si è svolto il 31 ottobre, è stato l’ex Refettorio di via Boccaleone, stracolmo per l’occasione: circa 150 persone, fra cui diversi costretti a rimanere in piedi. Fra i presenti si riconoscevano il prefetto Massimo Marchesiello, il consigliere regionale del Pd Paolo Calvano, l’ex deputato dem Alessandro Bratti, l’ex sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e il cavalier Paolo Bruni.
Franceschini – “un politico serio, autorevole, potente. Che organizza, osa, decide. E che per questo è temuto e blandito”, come veniva definito nell’articolo del Corriere – ha dunque dialogato della sua ultima opera con tre donne (delineando una conduzione al femminile, che ha fatto eco alle protagoniste femminili della narrazione): la direttrice di Quotidiano Nazionale Agnese Pini, la presidente dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi e la docente Annamaria Ansaloni.
Le relatrici hanno chiarito che il libro (“un romanzo storico minuziosamente documentato”, ha dichiarato Quarzi) prosegue la storia iniziata nel volume precedente, Aqua e tera – che si chiudeva il giorno della liberazione di Ferrara. Da quello snodo fondamentale il percorso narrativo prosegue ne La fiuma con le trasformazioni politiche e sociali del dopoguerra, in un contesto di società ancora profondamente patriarcale. Franceschini è stato chiaro: “La democrazia avrebbe dovuto portare all’uguaglianza, ma non fu subito così: il clima di violenza permaneva”. E per le donne, al netto del conseguito diritto di voto, il resto rimaneva da conquistare. In questo senso Franceschini ha rievocato gli istituti simbolo dell’arcaica mentalità che anche negli anni Cinquanta (e per molti a venire) continuavano a resistere: “Pensiamo al delitto d’onore o al matrimonio riparatore”, ha affermato, ma anche al reato d’adulterio o all’assenza di una disciplina per il divorzio. L’ex ministro ha quindi dichiarato: “Le donne hanno camminato per un secolo in salita, mentre noi camminavano in discesa”, raccogliendo un sentito applauso dal pubblico.
Tra gli elementi che compongono l’arco romanzesco de La fiuma, Ansaloni ha rilevato la particolare attenzione per la scelta dei nomi dei personaggi. Su questo lo scrittore ha rivelato di essersi fatto ispirare dalla lettura degli elenchi telefonici di una volta: metodo a cui ha fatto ricorso per immergersi nel “patrimonio culturale del tempo”, quando le famiglie avevano proli generose: “Si usava spesso, tra le famiglie contadine per esempio, dare i nomi ai figli numerandoli. Ne ho conosciuta una in cui dopo il settimo figlio il padre decise che il nuovo nascituro si sarebbe chiamato Ultimo. Un anno dopo, tuttavia, fu la volta di un nuovo pargolo. Lo chiameremo Seguito, annunciò a quel punto il padre”.
Tirando le somme, Franceschini ha parlato di un’epoca, quella degli anni Cinquanta, non scevra da criticità e difficoltà – come si vedeva – ma a cui al giorno d’oggi non bisognerebbe dimenticare di far riferimento: “Avremmo molto da imparare da quegli anni: ci si scontrava, anche duramente, ma facendo riferimento a un terreno comune di valori, quelli della Costituzione a cui da poco si era dato vita. Non è un caso che fosse, quello, il periodo della grande crescita italiana. Oggi invece quando ci si scontra politicamente a venire messa in dubbio è, per prima, proprio la nostra Costituzione”.
A coronamento della presentazione la musicista Viviana Corrieri si è esibita con un’interpretazione chitarra e voce di 1950, la suggestiva canzone di Amedeo Minghi: un brano ambientato nel dopoguerra che richiama il periodo storico in cui si svolgono gli eventi nel romanzo.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com