Cronaca
31 Ottobre 2026
Ora sono sette le persone punite. Il biologo originario di Portomaggiore fu attirato in una trappola attraverso una piattaforma di incontri online, aggredito e ucciso a Santa Marta nell'aprile 2025. I due imputati hanno ammesso le proprie responsabilità e dovranno anche chiedere scusa alla famiglia

Omicidio Coatti, altri due condannati a 25 anni in Colombia

di Redazione | 3 min

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Altri due condannati per l’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo originario di Portomaggiore, nel Ferrarese, ucciso e fatto a pezzi nell’aprile 2025 a Santa Marta, in Colombia. Uber Etilio Torres García e José Alfredo Díazgranados Sotelo sono stati condannati a 25 anni di carcere ciascuno dalla giustizia colombiana, dopo aver raggiunto un accordo con la Procura e riconosciuto le proprie responsabilità nei fatti.

Con le due nuove condanne sale a sette il numero delle persone giudicate responsabili del delitto. I due uomini sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio aggravato, furto aggravato e occultamento, alterazione o distruzione di materiale probatorio. Oltre alla pena detentiva, dovranno pagare una multa e non potranno esercitare funzioni pubbliche per vent’anni.

Il giudice ha inoltre disposto che entrambi presentino le proprie scuse ai familiari di Coatti e sottoscrivano un impegno a non ripetere condotte simili, come forma di riparazione simbolica. Le scuse sono state formalizzate al termine dell’udienza.

Secondo la ricostruzione della Procura colombiana, il delitto fu pianificato da un gruppo criminale che utilizzava le piattaforme digitali per avvicinare le vittime, conquistare la loro fiducia e attirarle in trappole finalizzate a rapine ed estorsioni.

All’inizio di aprile 2025 Torres García entrò in contatto con Coatti attraverso una comunità virtuale legata alla realtà Lgbtq+ e lo convinse a incontrarsi di persona. Il biologo venne accompagnato in un edificio nel quartiere di San José de Pando, a Santa Marta, dove lo aspettavano altri componenti del gruppo. Qui fu aggredito ripetutamente con l’obiettivo di sottrargli denaro ed effetti personali. Le ferite riportate durante il pestaggio ne provocarono la morte.

Successivamente il corpo venne smembrato e i resti distribuiti in sacchi abbandonati in diversi punti della città, nel tentativo di nascondere il delitto. Secondo gli inquirenti, Torres García e Díazgranados Sotelo parteciparono sia all’aggressione sia alle successive operazioni per occultare il cadavere.

La Procura ha sottolineato il particolare meccanismo utilizzato dalla banda, che sfruttava spazi digitali frequentati dalla comunità Lgbtq+ per individuare e avvicinare le vittime. Una modalità che, secondo l’organismo colombiano, evidenzia la necessità di tutelare la sicurezza delle persone nelle piattaforme di incontro, affinché orientamento sessuale e identità di genere non diventino fattori di rischio o pretesti per discriminazioni e violenze.

Le cinque condanne precedenti erano arrivate nel maggio 2026. Isaac Enrique Marquez Charris, Brayan Augusto Cantillo Salcedo e Oswall Moises Ospino Navarro avevano ricevuto 25 anni e dieci mesi di carcere per omicidio aggravato, rapina e occultamento di prove. José Angel Lizcano era stato condannato a due anni e mezzo per aver trasportato e distribuito i resti del biologo in diverse zone di Santa Marta, mentre Andrea Camila Verdugo Escorcia aveva ricevuto una pena di due anni per omissione di denuncia, essendo a conoscenza del delitto senza averlo segnalato alle autorità.

Coatti, che aveva lavorato per otto anni come Science Policy Officer alla Royal Society of Biology britannica, si trovava in Sud America per un viaggio tra volontariato e turismo naturalistico. Dopo le esperienze in Perù, Bolivia ed Ecuador, era arrivato in Colombia per visitare i parchi naturali. Il 3 aprile 2025 aveva raggiunto Santa Marta e il 5 aprile era uscito per incontrare una persona conosciuta online, con cui aveva programmato un’escursione nella zona di Minca, alle pendici della Sierra Nevada.

Da quel momento non si erano più avute sue notizie. Il 6 aprile alcuni bambini avevano trovato una valigia contenente parti del corpo vicino allo stadio Sierra Nevada. Nei giorni successivi le autorità avevano recuperato gli altri resti in diversi punti della città.

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