Endocrinologia, premio nazionale per la dottoressa ferrarese Martina Verrienti
La dirigente medica del Sant’Anna premiata dalla Società Italiana di Endocrinologia per il suo contributo alla rivista scientifica “L’Endocrinologo”
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Dal 2 al 4 dicembre l'Università ospita la conferenza annuale del network Seeds. Al centro politiche climatiche, decarbonizzazione, economia circolare e innovazione
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Qual è il legame tra il riscaldamento globale e l’aumento degli eventi meteorologici estremi? E quali interventi saranno necessari per proteggere i territori e le popolazioni da fenomeni sempre più intensi? Sono alcune delle domande al centro della conferenza “Il cambiamento climatico e gli eventi estremi: quali connessioni nell’area mediterranea?”, in programma martedì 3 novembre alle ore 16 nella Sala dell’Arengo del Palazzo Municipale di Ferrara.
L’incontro, organizzato dal gruppo Caschi Blu della Cultura, coordinato dal professor Giovanni Santarato, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara e con il patrocinio del Comune, vedrà come relatore Carlo Cacciamani, già direttore dell’Agenzia ItaliaMeteo. Al centro dell’approfondimento ci saranno le conseguenze del cambiamento climatico nell’area mediterranea, con particolare attenzione all’intensificazione degli eventi estremi e alle strategie necessarie per affrontarne gli effetti.
I segnali del riscaldamento globale sono ormai rilevabili tanto su scala planetaria quanto a livello locale. L’aumento delle temperature, accompagnato da una maggiore intensità di alcuni fenomeni meteorologici estremi, sta contribuendo ad accrescere le condizioni di rischio per i territori. Il Mediterraneo rappresenta un’area particolarmente vulnerabile, come dimostrano le gravi alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito diverse regioni, tra cui la Romagna nel maggio 2023 e la città spagnola di Valencia nell’ottobre 2024, provocando vittime e danni ingenti alle attività umane e agli ecosistemi.
Durante la conferenza verranno approfonditi i meccanismi che collegano l’aumento delle temperature agli episodi di precipitazioni particolarmente intense. Il riscaldamento anomalo, soprattutto nei mesi estivi, favorisce infatti una maggiore presenza di vapore acqueo nell’atmosfera e può contribuire ad accrescere le condizioni di instabilità. In presenza di determinate condizioni meteorologiche, questi fattori possono alimentare temporali violenti e precipitazioni estreme, aumentando il rischio di alluvioni.
Come prepararsi, dunque, a un futuro nel quale sarà necessario convivere con scenari di rischio sempre più complessi?Tra le soluzioni che saranno affrontate durante l’incontro figurano gli interventi strutturali per contenere le piene dei fiumi, ma anche la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, attraverso la restituzione di spazio agli alvei fluviali, spesso costretti entro arginature che, in caso di cedimento, possono provocare improvvisi allagamenti.
Accanto alle opere di prevenzione sarà fondamentale migliorare i sistemi di allertamento precoce, i cosiddetti “Early Warning”, per consentire di avvisare tempestivamente le popolazioni e, quando necessario, predisporre evacuazioni preventive. Un ruolo altrettanto importante sarà affidato all’informazione e alla formazione dei cittadini, attraverso percorsi capaci di sviluppare una maggiore “consapevolezza del rischio” in tutte le fasce d’età.
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