Eventi e cultura
31 Ottobre 2026
Le opere di Marisa Zattini accompagnano i visitatori in un viaggio tra miti, simboli e spiritualità. L'esposizione “Labirintica. Itinera mentis” sarà visitabile fino al 31 gennaio 2027

Perdersi nel labirinto per ritrovar se stessi: la nuova mostra a Palazzo Costabili

di Redazione | 3 min

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di Salvatore Iaconis

“Labirintica. Itinera mentis” è la nuova mostra dell’Architetto Marisa Zattini in esposizione presso il polo museale a Palazzo Costabili. “Il labirinto è un evidente simbolo della perplessità, e la perplessità, la meraviglia da cui sorge la metafisica secondo Aristotele, è stata una
delle emozioni più comuni della mia vita”. Le parole dello scrittore argentino Jorge Luis Borges descrivono con chiarezza lo stupore provato dai visitatori durante la visita dell’esposizione Labirintica. Itinera mentis.

Si tratta di un percorso comprendente una serie di illustrazioni su fogli di preghiera, originari dei templi buddisti cinesi, i quali sono stati raccolti e decorati da Marisa Zattini. Labirintica è una mostra visitabile da venerdì 30 ottobre a domenica 31 gennaio 2027 nella Sala del tesoro del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara a Palazzo Costabili.

L’inaugurazione della mostra si è svolta con la presenza dell’Architetto, Art director e poetessa Zattini, del Direttore dei Musei Nazionali di Ferrara e Architetto Giorgio Cozzolino e del Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara Tiziano Trocchi.

Sia l’inaugurazione che la presentazione si sono svolte nel giardino del museo. In questo luogo le arti si sono incontrate, poiché l’evento la
violinista Isabella Perpich del conservatorio Girolamo Frescobaldi ha inaugurato l’evento allietando i presenti con melodie soavi.

In seguito, Cozzolino ha preso la parola affermando che una delle missioni del polo museale è quella di instaurare un dialogo fra il suo
patrimonio artistico del passato, il quale risale all’antica città etrusca di Spina, con le nuove forme d’espressione degli artisti contemporanei.

Invece, Trocchi ci parla del tema di Labirintica: il labirinto. Il suo discorso unisce storia, archeologia e antropologia, perché ci parla di un “archetipo” antichissimo, soprattutto per l’Europa e l’area del Mediterraneo. Le prime geometrie labirintiche provengono dalla Val Camonica, così come ulteriori rappresentazioni vengono dall’Egitto e dal Vicino Oriente. Eppure, quando pensiamo al labirinto, ricordiamo subito il maestoso Palazzo di Cnosso, dietro al quale si celerebbe il labirinto del Minotauro, il cui mito è raffigurato da due vasi contenuti nel museo.

La mostra raccoglie numerosi fogli di preghiera con una lamina d’oro su cui è raffigurato un determinato soggetto. Zattini ha spiegato alla stampa che questo progetto artistico nasce nel lontano 2016, dopo che la figlia era tornata dalla Cina con dei fogli di preghiera. Si tratta di
oggetti donati ai pellegrini dei templi buddisti, i quali, dopo aver scritto una preghiera e recitato un mantra, li gettano in braci ardenti.

Questi fogli erano “il substrato perfetto” per riflettere sul tema del labirinto, uno dei soggetti cari all’art director originaria di Forlì. Quello proposto da Zattini è un viaggio alla scoperta di uno degli archetipi più noti dell’antropologia. Su tutte le figure rappresentate sui fogli, dal ragno al Minotauro fino ad Adamo ed Eva, è evidenziata la struttura di un labirinto come simbolo della complessità del reale, ma
anche dell’idea di infinito, che viene rievocata dall’ouroboros, il mistico serpente che si morde la coda.

Labirintica è il punto di incontro fra il passato remoto dell’umanità e le nuove forme di manifestazione artistica, un vero e proprio viaggio
di iniziazione per riscoprire se stessi e la storia della propria cultura.

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