Codigoro
29 Ottobre 2026
Prevenzione dei rischi, controlli lungo tutta la filiera idrica e accesso ai dati sulla qualità dell’acqua: ecco come il gestore del servizio idrico tutela la salute dei cittadini

Acqua potabile più sicura e trasparente: Cadf adotta il Piano di Sicurezza dell’Acqua

di Redazione | 3 min

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Codigoro. La sicurezza dell’acqua potabile passa sempre più dalla prevenzione. In questa direzione si inseriscono i Piani di Sicurezza dell’Acqua (Psa), introdotti dal Decreto legislativo n. 18/2023 e successive modifiche, che rappresentano uno strumento fondamentale per garantire nel tempo la qualità dell’acqua destinata al consumo umano e tutelare la salute dei cittadini.

Il principio alla base dei Psa è semplice ma fondamentale: non limitarsi a verificare la qualità dell’acqua una volta arrivata nelle case, ma individuare e prevenire in anticipo i possibili rischi lungo tutto il percorso che la porta fino ai rubinetti. L’analisi coinvolge quindi l’intera filiera idrica, dalle fonti di approvvigionamento, come sorgenti, pozzi, fiumi e laghi, agli impianti di potabilizzazione, fino alla rete di distribuzione e ai punti di consegna agli utenti.

Ogni fase viene esaminata con attenzione per individuare eventuali criticità e mettere in atto le misure necessarie a prevenirle o ridurne gli effetti. La valutazione considera diversi fattori di rischio, tra cui quelli chimici, fisici e microbiologici, oltre agli aspetti legati alle infrastrutture e al loro funzionamento.

Si tratta di un’evoluzione importante nel modo di tutelare la qualità dell’acqua: dal controllo del prodotto già distribuito si passa a un sistema di gestione preventiva, capace di intervenire prima che un eventuale problema possa compromettere la sicurezza della risorsa.

I Piani di Sicurezza dell’Acqua rappresentano dunque un passo significativo verso una gestione sempre più attenta, consapevole e preventiva della risorsa idrica. L’integrazione tra analisi dei rischi, controlli lungo la filiera e collaborazione con le autorità competenti consente di rafforzare le misure a tutela della qualità dell’acqua potabile.

Tre zone di fornitura per monitorare la qualità dell’acqua

Per applicare questo modello in modo efficace, è necessario suddividere il territorio in aree di fornitura idropotabile, denominate Water Supply Zone (WSZ). Si tratta di zone geograficamente definite nelle quali l’acqua, proveniente da una o più fonti, presenta caratteristiche qualitative sostanzialmente uniformi sulla base di valutazioni oggettive.

In questo contesto, Cadf Spa, gestore del servizio idrico integrato di 11 Comuni del basso ferrarese, ha individuato tre zone di fornitura idropotabile nel territorio servito.

Questa suddivisione ha consentito di organizzare lo sviluppo del Piano di Sicurezza dell’Acqua e di definire, in collaborazione con le autorità e le istituzioni competenti, un programma di monitoraggio e controllo analitico delle acque destinate al consumo umano, in conformità alla normativa vigente.

L’obiettivo è assicurare un controllo costante e puntuale, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi territori, delle fonti utilizzate e dei sistemi di trattamento e distribuzione presenti.

Informazione e prevenzione al servizio dei cittadini

Accanto alla prevenzione e al monitoraggio, un ruolo importante è svolto dalla trasparenza nei confronti della comunità. Per questo CADF mette a disposizione sul proprio sito aziendale, nella sezione dedicata alla qualità dell’acqua, i risultati più recenti delle analisi effettuate sull’acqua distribuita.

Attraverso una mappa del territorio è possibile consultare, per ciascuna zona di fornitura, i valori medi semestrali delle analisi chimiche e microbiologiche previste dalla normativa vigente. Uno strumento che permette ai cittadini di conoscere più da vicino le caratteristiche dell’acqua che arriva nelle proprie abitazioni e di accedere direttamente alle informazioni disponibili.

Nel complesso, i risultati analitici rilevati confermano la conformità dell’acqua distribuita ai requisiti stabiliti dalla normativa. Le differenze nelle caratteristiche chimico-fisiche riscontrate nei tre ambiti territoriali riflettono, inoltre, la diversa origine delle risorse idriche e i differenti sistemi di approvvigionamento e trattamento adottati.

La pubblicazione dei dati analitici costituisce un ulteriore impegno nei confronti dei cittadini, delle istituzioni e di tutti i soggetti interessati: rendere accessibili le informazioni significa promuovere una maggiore conoscenza della risorsa idrica e consolidare un rapporto di fiducia con il territorio.

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