Cronaca
28 Ottobre 2026
Il bando emanato il giorno stesso dell'insediamento del consiglio comunale e prima della formazione della giunta. I tre arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

‘Ndrangheta a Ferrara. Il Comune chiedeva per il circuito 1500 euro l’anno

di Redazione | 2 min

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I contributi diretti per la realizzazione di eventi dati all’associazione XBikes 2.0 Circuit amministrata di fatto da Paolo Brando, il 46enne arrestato nell’ambito dell‘inchiesta della Direzione Antimafia di Roma per i legami con la ‘Ndrangheta, non sono l’unica manna dal cielo piovuta sulla testa dei gestori della pista di go-Kard.

Da quanto fatto sapere dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi, il contratto di affitto della pista di proprietà comunale era di appena 1.500 euro: 125 euro al mese per circa 5mila metri quadrati di superficie.

E, incredibile coincidenza, il bando che pochi mesi dopo sarebbe stato vinto dall’associazione sportiva in odore di mafia è stato emanato il 28 giugno 2024, il giorno stesso dell’insediamento del Consiglio Comunale, prima ancora che venisse formata la nuova giunta di Alan Fabbri.

Intanto a Latina le tre persone per cui il gip ha concesso l’arresto (Paolo Brando, la compagna Moira Di Giulio – ai domiciliari – e il loro complice Ivan Morsicani) si sono presentate davanti alla giudice Valeria Tomassini per l’interrogatorio di garanzia, per rispondere delle accuse di estorsioni, spaccio di droga e autoriciclaggio che ruota attorno alle piste di kart.

Tutti e tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il processo riguarda soprattutto fatti avvenuti nel Lazio, per i quali – a differenza di quanto avvenuto a Ferrara – è stata riconosciuto il metodo mafioso.

Nell’inchiesta sono indagati anche l’assessore allo sport Francesco Carità, due funzionari comunali che avrebbero aiutato i futuri gestori nell’assegnazione della pista e un legale che avrebbe fatto da tramite.

A loro i pubblici ministeri Alessandra Fini e Lorenzo Del Giudice contestano la rivelazione di segreti d’ufficio e la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Reati che sarebbero stati compiuti in concorso con Brando e la sua ex socia.

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