Politica
26 Ottobre 2026
Le opposizioni compatte criticano la decisione. Anselmo: "Si fa di nebbia senza venire a raccontare in aula ciò che sa. Non può scappare dalle proprie responsabilità"

‘Ndrangheta a Ferrara, Fabbri diserta il Consiglio. Carità arriva dopo la discussione

di Redazione | 5 min

Leggi anche

Sabbioni, i consiglieri Pd incontrano la cittadinanza

Mattinata di confronto quella di domenica 25 ottobre a Sabbioni con i consiglieri comunali del Pd Enrico Segala e Matteo Proto. A organizzare l'iniziativa  è stato Alessandro Fava, segretario del circolo dem Zona Nord

Sarebbe dovuto essere il pomeriggio in cui il sindaco Alan Fabbri avrebbe riferito in aula dopo il sequestro della pista XBikes di via Diana da parte della Dda di Roma, nell’ambito della maxi-inchiesta in cui – tra i 26 indagati – risultano esserci l’assessore Francesco Carità e due funzionari del Servizio Sport. Ma il primo cittadino ha disertato l’assise, riservandosi – come riportato da Federico Soffritti, presidente del Consiglio Comunale – di intervenire non appena ci sarà un quadro informativo “chiaro e compatibile” con i vincoli imposti dalle attività di indagine.

L’assenza di Fabbri ha scatenato l’indignazione delle opposizioni in coro, entrate compatte dopo l’inno nazionale. Oltre al primo cittadino, assente anche Carità, arrivato solamente dopo la fine della discussione.

Il primo a prendere la parola è stato Fabio Anselmo: “In una situazione di questo tipo, in cui si parla di gravi e pervasive infiltrazioni mafiose e di traffico di droga, il sindaco non trova il dovere di essere qui presente fisicamente, nemmeno dopo quattro giorni in cui i quotidiani parlano di fatti gravi. Si fa di nebbia attraverso un comunicato, senza venire in aula per raccontare ciò che sa. E quello che sa è che c’è stato il sequestro di un impianto. Non serve essere un avvocato penalista per sapere che, nel momento in cui viene sequestrato un impianto del Comune, viene notificato un atto che ne implica le ragioni. E se ci sono note stampa anonime del Comune, che dicono che il Comune non ha ricevuto notifiche ufficiali, non ci raccontano il vero”.

Anselmo prosegue e punta il dito in maniera critica contro le scelte comunicative di Fabbri: “Quando il sindaco si sentirà in dovere di riferire ai cittadini? Non siamo in un’aula penale, non ci possiamo nascondere dietro al garantismo che, per certa maggioranza, vale solo per se stessa. Non vale per i maranza, per gli ultimi. Se sei un uomo politico, un’autorità cittadina, il garantismo non serve, bisogna rispondere per quello che se ne sa. E il sindaco ne sa, non può non saperlo. Non può essere totalmente al buio rispetto a quello che viene raccontato dal 2023 in poi in questa città, con specifico riferimento a marzo 2024, quando è iniziata la campagna elettorale. Io mi ritengo profondamente insoddisfatto. Non si può scappare dalle proprie responsabilità“.

L’avvocato prende a esempio quanto accaduto qualche mese fa, quando Fabbri aveva lasciato sui banchi dell’opposizione l’Ansa che riportava l’arresto del figlio dell’avvocato, avvenuto anni fa: “Si potrà rispondere su questioni personali introducendo altre questioni personali come ritorsione, come qualcuno scriveva sui social nel spiegare il perché di quel gesto, ma questa non è una questione personale. Questa è una questione dell’amministrazione comunale. Come possiamo noi continuare a fare il nostro lavoro di consiglieri comunali senza avere una risposta chiara, rassicurante, fisica, non da remoto e non tramite note stampa anonime? Il Consiglio merita molto, molto di meglio“.

A intervenire anche Marzia Marchi, consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle: “Oggi con i sigilli antimafia su un bene comune, arrivano al pettine i nodi del modus operandi privo di filtri e di rigore etico che caratterizza l’amministrazione Fabbri. La reazione del Comune a queste notizie è l’assenza del sindaco e dell’assessore coinvolto. I cittadini di Ferrara hanno il diritto sapere e quindi chiediamo al sindaco e alla giunta quali controlli sono stati effettuati dagli uffici nel momento dell’assegnazione dello spazio via Diana, quali atti amministrativi sono stati oggetto dell’attività degli inquirenti e se vi siano procedure di autotutela avviate per sospendere l’efficacia dei titoli concessori esistenti. Chiediamo anche quali azioni immediate s’intendono intraprendere per tutelare onorabilità del Comune”.

A rispondere per la maggioranza è Francesco Rendine, capogruppo della Civica Fabbri: “Oggi non ci sono prese di posizione da parte del giudice né nei confronti dell’amministrazione né a carico del singolo assessore e quindi non possiamo dire niente. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso e solo dopo potremo prendere parte e seguire quello che la norma dice. Di sicuro non c’è l’intenzione da parte di nessuno di violare le norme o di assumere comportamenti che non siano in linea con quello che la legge dice“.

Anna Chiappini (Pd) chiede trasparenza: “Non stiamo chiedendo nulla a Carità. La richiesta specifica l’abbiamo fatta al sindaco che, solitamente, in queste situazioni, per primo accorre a confortare i cittadini con parole chiare. Il Pd è garantista e per tutti vale la presunzione di innocenza. Noi non chiediamo le dimissioni, non ci scagliamo contro nessuno. Perché spetta ai giudici accertare le responsabilità. Noi chiediamo chiarezza. Il punto è un altro: i sigilli antimafia su un impianto comunale e il fatto che da giovedì non ci sia stata nessuna presa posizione da parte dell’amministrazione fino a quelle quattro parole arrivate oggi“.

“Chi non ha nulla da temere – chiude la consigliera dem – lo deve dire subito. Il silenzio non è casuale e, mentre mettevano i sigilli, l’attenzione è stata dirottata sul Nucleo Anti Maranza. Ma le procedure di gara sono state rispettate? Le verifiche antimafia erano previste? Su un bene pubblico dato in gestione per dieci anni che controlli ha fatto il Comune? Credo che, considerato un soggetto come Paolo Brando, non era difficile approfondire la natura di questo individuo. Per questo chiediamo al sindaco di rompere il silenzio e di riferire alla città su come il Comune intenda di presidiare i propri beni, che sono quelli di tutti i cittadini. Lo sport ferrarese, con tutti gli atleti e i volontari, non deve pagare con le ombre. La trasparenza è l’unica strada per difendere la credibilità della città“.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com