Attualità
23 Ottobre 2026
Dalla scomparsa di Giulia, figlia del fondatore Michele Grassi, è nato un percorso che oggi coinvolge 80 volontari e sostiene gratuitamente bambini e famiglie. Dalla psiconcologia pediatrica alla musicoterapia, fino ai nuovi progetti inclusivi: una storia celebrata in Prefettura

Associazione Giulia, 30 anni dalla parte dei bambini: dal dolore una rete di solidarietà

di Mauro Alvoni | 4 min

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Da una tragedia può nascere qualcosa capace di andare oltre il dolore e trasformarlo in aiuto concreto per gli altri. È la storia dell’associazione Giulia Odv, nata nel 1996 dopo la perdita di Giulia, la figlia del fondatore Michele Grassi, e diventata in trent’anni un punto di riferimento per i bambini e gli adolescenti con patologie oncologiche e disabilità, oltre che per le loro famiglie. Un percorso a volte difficile, segnato dalla sofferenza, ma anche ricco di progetti, incontri e risultati, con un obiettivo rimasto immutato: stare dalla parte dei bambini.

Il traguardo dei trent’anni è stato celebrato in Prefettura a Ferrara, nel corso di un incontro durante il quale Grassi ha ripercorso, attraverso alcune slide, le tappe principali della storia dell’associazione, dalla prima raccolta fondi ai servizi attivati negli ospedali del territorio. Presenti il prefetto Massimo Marchesiello, l’assessore comunale Cristina Coletti, la direttrice del Distretto Centro Nord dell’Ausl di Ferrara Marilena Bacilieri, i vertici provinciali di carabinieri, guardia di finanza e questura, oltre ai volontari, ai dirigenti dell’associazione e ai rappresentanti delle realtà che collaborano con essa.

“Seguo Michele e sua moglie dal calvario vissuto con la figlia Giulia”, ha ricordato Marchesiello. “Ha costruito qualcosa che definirei soprannaturale, intessendo relazioni in città e in provincia. Sono trent’anni meritati, grazie alla forza trainante del volontariato, di cui questa associazione è una punta di diamante. Nel tempo ha saputo costruire tantissimi progetti per i bambini e le loro famiglie”.

Un riconoscimento che restituisce il senso di un impegno cresciuto nel tempo, fino a coinvolgere oggi 80 volontari, sette dei quali componenti del direttivo. “È per me una bella emozione festeggiare i trent’anni dell’associazione Giulia, per la quale il Comune ha fatto e fa volentieri la sua parte”, ha dichiarato Coletti.

Per Marilena Bacilieri, il valore dell’associazione sta soprattutto nella capacità di costruire legami: “Saper fare comunità: questo è l’associazione Giulia. Un punto di riferimento per tutto il Ferrarese, per i cittadini ma anche per gli operatori sanitari. Dietro questi progetti ci sono persone, famiglie e abbracci”.

Tra le tappe ricordate da Grassi c’è la prima manifestazione organizzata allo stadio Mazza nel 1998, con la squadra di Smemoranda. Un’iniziativa che consentì di raccogliere i fondi necessari per avviare i primi progetti destinati ai bambini con disabilità. Nel 2006 arrivò una delle svolte più importanti: l’avvio del progetto di psiconcologia pediatrica all’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara, un servizio che negli anni è stato esteso anche ai presidi ospedalieri di Cento, Lagosanto e Argenta.

Nel 2011 l’associazione finanziò inoltre un assegno di ricerca che permise l’inserimento di un pediatra oncologo al Sant’Anna, fino al 2019. Nello stesso anno nacque Associazione Giulia Ricerca, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e la formazione in oncologia e psiconcologia pediatrica, promuovendo aggiornamenti e corsi in centri di eccellenza italiani per medici, infermieri e psicologi impegnati in ambito pediatrico.

Il percorso è proseguito nel 2016 con l’avvio della musicoterapia al Sant’Anna, ampliata nel 2018 attraverso una convenzione con l’Ausl di Ferrara per l’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel 2021 è stato avviato un progetto dedicato alle cure palliative pediatriche. A questi interventi si affiancano oggi le valutazioni neuropsicologiche nelle strutture sanitarie ferraresi e, nella sede dell’associazione in via delle Bonifiche, i laboratori di musicoterapia, arte e teatro.

Il 2026 segna l’avvio di nuove iniziative, tra cui “Insieme, mano nella zampa”, un progetto di interventi assistiti con animali che comprende pet therapy e horse therapy. Realizzato in collaborazione con partner tecnico-scientifici specializzati e con l’Ippodromo di Ferrara, è rivolto ai minori seguiti dalla Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. L’obiettivo è migliorare la loro qualità della vita, favorendo lo sviluppo delle competenze emotive, relazionali, comunicative e motorie.

Lo sguardo è già rivolto al 2027, quando l’associazione punta a sviluppare una squadra di basket inclusiva e a proseguire il lavoro sulla Snoezelen Room, la stanza multisensoriale dell’ospedale Sant’Anna di Cona alla cui dotazione di attrezzature ha contribuito la stessa Giulia.

A rendere possibili i progetti sono le donazioni, il cinque per mille e le iniziative ed eventi di raccolta fondi organizzate durante l’anno. Tra queste, un posto centrale spetta a “Un Angelo di nome Giulia”, lo spettacolo che da diciassette anni porta sul palco artisti di livello nazionale e internazionale in sedi prestigiose. La prossima edizione è in programma il 28 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara.

Grassi ha sottolineato un aspetto fondamentale dell’attività dell’associazione: tutti i servizi offerti sono completamente gratuiti. Un principio che accompagna da sempre il lavoro dei volontari e che rende possibile sostenere le famiglie in momenti particolarmente delicati, quando alla malattia si aggiungono spesso preoccupazioni, incertezze e difficoltà quotidiane.

Trent’anni dopo la nascita, l’associazione Giulia celebra così un risultato importante senza considerarlo un punto di arrivo. La sua storia dimostra come il volontariato possa trasformare una perdita in una presenza concreta nella vita di tante persone. Perché, come suggerisce il percorso iniziato da Michele Grassi e dalla sua famiglia, i trent’anni non sono soltanto un traguardo: sono, soprattutto, un nuovo inizio dalla parte dei bambini.

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