Attualità
23 Ottobre 2026
Nessun candidato raggiunge la maggioranza necessaria, si profila un nuovo ricorso al Tribunale. Nella lettera l'appello a una regia istituzionale per uscire dall'emergenza abitativa

Grattacielo, ancora nessun amministratore. I condomini scrivono a Mattarella e Meloni

di Elena Coatti | 4 min

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Nuova fumata nera per la nomina dell’amministratore del Grattacielo di Ferrara. L’assemblea condominiale che si è tenuta giovedì 22 ottobre non è riuscita a raggiungere la maggioranza necessaria per eleggere il successore di Francesco Donazzi, dimessosi nei mesi scorsi. Nonostante uno dei candidati abbia raccolto più consensi degli altri, nessuno ha raggiunto la soglia richiesta dei 500 millesimi. Una situazione che potrebbe riportare la questione davanti al Tribunale di Ferrara.

Intanto, i proprietari hanno deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attraverso una lettera che sarà inviata nei prossimi giorni per chiedere un intervento concreto sulla situazione del complesso, ancora inagibile dopo gli sgomberi dei mesi scorsi.

L’assemblea, secondo quanto riferito da una delle persone presenti, si è svolta in un clima più disteso rispetto alla precedente riunione, che si era conclusa tra forti tensioni senza riuscire a portare a termine i lavori. Questa volta si è arrivati regolarmente alla votazione dei tre candidati alla gestione condominiale, ma senza ottenere il risultato sperato.

Il candidato che ha raccolto il maggior numero di preferenze si è fermato a circa 360 millesimi, risultando il più votato anche per numero di condomini favorevoli. Un’altra candidata avrebbe ottenuto tra i 180 e i 200 millesimi. Nessuno, tuttavia, ha raggiunto la maggioranza necessaria per procedere alla nomina.

Si apre così nuovamente la prospettiva di un intervento del giudice. Lo scorso 29 settembre il Tribunale aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni proprietari per ottenere la nomina giudiziale dell’amministratore, rilevando che l’assemblea del 30 luglio si era limitata a rinviare la decisione senza votare alcuna candidatura. Una circostanza che, secondo il Tribunale, non consentiva ancora di considerare accertata l’impossibilità del condominio di procedere autonomamente alla scelta.

Ora lo scenario è diverso: i candidati sono stati sottoposti al voto, ma nessuno ha ottenuto la maggioranza richiesta. Sarà quindi da valutare un nuovo ricorso per la nomina giudiziale dell’amministratore, con la possibilità che il Tribunale scelga un professionista tra quelli proposti o individui una figura differente.

La mancata nomina rischia intanto di allungare ulteriormente i tempi necessari per affrontare le numerose questioni ancora aperte. Tra queste anche il rinnovo della polizza assicurativa del complesso, che, secondo quanto emerso durante l’assemblea, risulta scaduta e dovrà essere una delle prime incombenze del futuro amministratore.

Nel frattempo, i proprietari cercano risposte anche dalle massime istituzioni dello Stato. Durante la riunione è stata infatti fatta circolare una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottoscritta da numerosi condomini e destinata a essere trasmessa nei prossimi giorni, probabilmente attraverso posta elettronica certificata.

Al centro dell’appello c’è la condizione delle centinaia di persone che, dopo l’incendio dell’11 gennaio e i successivi provvedimenti di inagibilità delle tre torri, hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni senza conoscere ancora i tempi e le condizioni di un possibile rientro.

Nel documento, i proprietari riconoscono la necessità degli interventi di sicurezza e le responsabilità economiche che spettano al condominio, ma sottolineano come la vicenda abbia ormai assunto dimensioni che vanno oltre quelle di una controversia tra privati. Molte famiglie, infatti, continuano a sostenere le spese di immobili nei quali non possono vivere, mentre devono contemporaneamente affrontare affitti, mutui e costi per sistemazioni alternative. Una situazione particolarmente pesante per anziani, pensionati e nuclei familiari economicamente più fragili.

La richiesta rivolta a Mattarella e Meloni non è quella di consentire il rientro negli appartamenti senza le necessarie garanzie, né di trasferire automaticamente allo Stato gli obblighi dei proprietari. L’obiettivo è piuttosto ottenere un coordinamento istituzionale che permetta di individuare gli interventi indispensabili, chiarire le rispettive responsabilità e verificare l’esistenza di strumenti di sostegno economico e finanziario per rendere concretamente possibile il recupero degli edifici.

Nella lettera viene proposta, in particolare, l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga Governo, Regione Emilia-Romagna, Prefettura, Comune di Ferrara, soggetti tecnici competenti e rappresentanti dei proprietari. Un organismo che possa definire un percorso condiviso, dalle opere necessarie al ripristino dell’agibilità fino all’individuazione delle risorse e, dove possibile, di un cronoprogramma per il rientro.

I firmatari ricordano inoltre che il Comune di Ferrara è a sua volta proprietario di otto unità immobiliari all’interno del complesso, per una quota di circa 50 millesimi. Una circostanza che, secondo i condomini, rende ancora più importante il coinvolgimento delle istituzioni nella ricerca di una soluzione.

A distanza di oltre nove mesi dall’incendio, la preoccupazione è che un’emergenza inizialmente affrontata con interventi coordinati finisca per trasformarsi in una condizione permanente, senza un percorso definito per superarla. Non viene messa in discussione la necessità di garantire la sicurezza degli edifici, ma si chiede che alle persone sgomberate venga finalmente indicata una prospettiva concreta.

Il messaggio conclusivo della lettera riassume il senso dell’iniziativa: “Non chiediamo una casa nuova. Vogliamo poter tornare, in sicurezza, nella nostra”.

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