Primi segnali di apertura sulla contrattazione integrativa della sanità ferrarese, ma nessun accordo definitivo. Il confronto tra le direzioni dell’Ausl e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e le rappresentanze sindacali, riunite nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre all’ospedale di Cona, ha registrato alcuni passi avanti sulle risorse e sulle richieste del personale. L’incontro è arrivato dopo il presidio della mattina davanti all’ingresso principale dell’ospedale, promosso da Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind per denunciare lo stallo delle trattative e chiedere risposte sulle condizioni economiche e organizzative dei lavoratori. Dalle direzioni aziendali arriva una valutazione positiva del confronto, accompagnata dalla rassicurazione che nessuna retribuzione è mai stata a rischio. La partita, però, resta aperta: il prossimo appuntamento è fissato per il 6 novembre.
Diversa la posizione della Cisl Fp, che ha scelto di non aderire al presidio unitario della mattina, partecipando invece al tavolo pomeridiano con le direzioni aziendali. Una strategia distinta da quella delle altre sigle, che hanno accompagnato la trattativa con la mobilitazione dei lavoratori. Al termine dell’incontro, la Cisl ha riferito di primi risultati su progressioni economiche, incarichi e welfare, chiedendo ulteriori risorse e indicando tra le priorità le progressioni verticali, in particolare per gli autisti soccorritori.
Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind parlano di un primo cambio di passo nelle relazioni sindacali, attribuendolo alla compattezza del fronte che ha promosso il presidio e al sostegno al mandato della Rsu. “La compattezza mostrata da questo fronte unitario e il fermo sostegno al mandato democratico della Rsu hanno costretto la Direzione a prendere atto della gravità della situazione e ad avviare un confronto di merito sui punti chiave della piattaforma rivendicativa”, affermano le quattro organizzazioni.
Una lettura diversa arriva dalle direzioni delle due aziende sanitarie, che rivendicano la disponibilità al dialogo già manifestata nelle settimane precedenti. In una nota diffusa dopo l’incontro, la parte aziendale parla di un confronto positivo con le organizzazioni sindacali e le Rsu, sottolineando come “già nei giorni scorsi era stata massima la disponibilità della Direzione Generale all’ascolto sia dei sindacati che dei componenti delle Rsu”. Secondo le aziende, il tavolo di mercoledì si inserisce dunque in un percorso negoziale già avviato nei mesi scorsi, durante il quale erano stati affrontati gli stessi temi. La direzione evidenzia inoltre che, nonostante il presidio della mattina, tutte le rappresentanze hanno preso parte all’incontro pomeridiano.
Al centro della discussione ci sono soprattutto le risorse economiche da destinare al personale nel 2026, in attesa del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, e il rafforzamento del welfare aziendale. Tra le proposte illustrate dalle direzioni figura l’impegno di spesa per i Differenziali economici di professionalità (Dep), vale a dire gli incrementi retributivi stabili riconosciuti al personale sulla base delle procedure previste dalla contrattazione. Secondo quanto comunicato dalle aziende, l’obiettivo è consentire a tutti gli aventi diritto di beneficiare di un aumento fisso della retribuzione annuale.
Sul tavolo anche una nuova mappatura degli incarichi di funzione, sia per il personale sanitario sia per quello amministrativo, e il riconoscimento, per la prima volta, di incarichi ai lavoratori delle categorie Bs e C. Un ulteriore capitolo riguarda il welfare integrativo: le aziende intendono ampliare i servizi disponibili attraverso l’adesione a una gara di Intercent-ER, la centrale regionale degli acquisti, che dovrebbe consentire ai dipendenti di scegliere le prestazioni maggiormente rispondenti alle proprie necessità.
Nel dettaglio, secondo le proiezioni illustrate dalla Cisl Fp, le risorse destinate ai Dep ammonterebbero a 480mila euro per l’Ausl e 350mila euro per l’Azienda ospedaliero-universitaria, con la possibilità di ulteriori disponibilità economiche legate ai pensionamenti. Per gli incarichi sarebbero previsti incrementi rispettivamente di 80mila e 60mila euro, mentre i fondi destinati al welfare integrativo raggiungerebbero i 330mila euro per l’Ausl e i 120mila per l’Azienda ospedaliero-universitaria. Si tratta, tuttavia, di cifre ancora inserite nel percorso negoziale, sulle quali il sindacato chiede ulteriori incrementi.
La Cisl Fp insiste inoltre sulla necessità di includere gli autisti soccorritori nelle progressioni verticali. Restano da affrontare anche le questioni relative alla mensa e ai buoni pasto, mentre Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind richiamano l’attenzione su altri punti della piattaforma rivendicativa, tra cui i fondi contrattuali, il riconoscimento dei tempi di vestizione e consegna, l’organizzazione del lavoro e il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nei processi di riorganizzazione dei servizi.
Su questi aspetti il confronto non è ancora concluso. Le direzioni sanitarie parlano di una “positiva discussione concreta sui singoli aspetti”, durante la quale la parte sindacale ha chiesto di approfondire ulteriormente alcune possibilità. Inizialmente le aziende avevano proposto di aggiornare il tavolo al 30 ottobre, ma, su richiesta delle organizzazioni sindacali e della Rsu, la riunione è stata rinviata al 6 novembre.
Proprio sulle tempistiche e sulla concreta attuazione delle proposte resta alta l’attenzione delle quattro sigle promotrici del presidio. “Le parole e le aperture devono ora trasformarsi in accordi vincolanti e atti deliberativi operativi”, sottolineano Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind, che hanno deciso di sospendere temporaneamente la mobilitazione in attesa di verificare il rispetto degli impegni assunti.
Le aziende, dal canto loro, intendono rassicurare il personale, precisando che “non è mai stata a rischio alcuna loro retribuzione” e manifestando fiducia nella possibilità di proseguire il confronto su queste e sulle altre questioni già in corso di calendarizzazione. L’obiettivo dichiarato dalle direzioni è quello di arrivare alla conclusione degli accordi nei tempi previsti attraverso la collaborazione con le rappresentanze dei lavoratori.
Il prossimo passaggio sarà dunque il tavolo del 6 novembre. Per Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind la sospensione della mobilitazione resta subordinata alla verifica degli impegni, mentre la Cisl Fp punta sulla prosecuzione del confronto negoziale per ottenere ulteriori risorse e riconoscimenti. Le direzioni aziendali ribadiscono la volontà di chiudere gli accordi nei tempi previsti. Al di là delle differenti valutazioni sull’esito dell’incontro, sarà la traduzione delle proposte in intese sottoscritte e misure effettivamente applicate a stabilire quali risultati arriveranno nelle buste paga e nelle condizioni di lavoro del personale sanitario e tecnico-amministrativo ferrarese.